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L’eredità o successione resta una delle tematiche piu’ controverse e difficili da affrontare, per le tensioni che spesso nascono nel dividere un patrimonio 


  • Successioni legittime, testamentarie e necessarie
  • Impugnazione di testamenti
  • Accettazione di eredità
  • Divisione ereditaria
  • Accettazione con beneficio d’inventario
  • Successioni di beni mobili
  • Comunione ereditaria

 

Avvocato Sergio Armaroli esperto in diritto delle successioni e ereditario

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Avvocato Sergio Armaroli Bologna offre accurata assistenza legale sia giudiziale, sia stragiudiziale, in materia di successioni a causa di morte, eredità e donazioni, grazie una esperienza professionale di oltre venti anni maturata in tali materie.

 

 

 

Avvocato Sergio Armaroli Bologna azioni legali concrete ed efficaci, unendo alla pluridecennale esperienza maturata in materia di successioni a causa di morte

 

Lo Studio AVVOCATO SERGIO ARMAROLI offre una completa assistenza nelle procedure successorie e testamentarie con specializzazione nella preparazione di testamenti, trust e negozi giuridici inerenti proprietà immobiliari. Lo Studio cura tutti gli adempimenti legali e amministrativi, correlati anche alle procedure successorie e testamentarie, affinché venga disposto dei patrimoni nel modo determinato dal Cliente.

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SAI COME SI EREDITA?

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SAI COME IMPUGNARE UN TESTAMENTO OLOGRAFO?

SAI LA DIFFERENZA TRA TESTAMENTO OLOGRAFO  E PUBBLICO?

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Il diritto successorio, unitamente al diritto di famiglia, è quell’ambito del diritto dove i conflitti investono gli equilibri familiari, così potendo far crollare ogni certezza.

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DI EREDITA’ SUCCESSIONI DIVISIONE EREDITARIA TESTAMENTO QUOTA DI LEGITTIMA IMPUGNAZIONE TESTAMENTO 

 

Il giudizio di divisione tende all’accertamento del diritto di ciascun condividente ad una quota ideale dell’asse ereditario ed alla sua trasformazione in un diritto di proprietà esclusiva su una corrispondente porzione di beni; tale accertamento pertanto non può prescindere dalla indagine in ordine alla effettiva consistenza dell’asse ereditario (e quindi della titolarità dei beni in capo al de cuius),

Corte appello Napoli sez. VI, 02/03/2021, n.767

Il giudizio di divisione tende all’accertamento del diritto di ciascun condividente ad una quota ideale dell’asse ereditario ed alla sua trasformazione in un diritto di proprietà esclusiva su una corrispondente porzione di beni; tale accertamento pertanto non può prescindere dalla indagine in ordine alla effettiva consistenza dell’asse ereditario (e quindi della titolarità dei beni in capo al de cuius), oltre che dalla verifica della qualità di erede in capo a tutte le persone che partecipano al giudizio di divisione, atteso che la relativa sentenza spiegherà la sua efficacia nei confronti di tutti i partecipanti alla comunione. Fondamento del giudizio di divisione ereditaria, così come di quella ordinaria, è, dunque, il diritto di comproprietà dei beni caduti in successione o la titolarità di diritto reale su cosa comune, il quale importa, come necessario antecedente logico del provvedimento giudiziale conclusivo, l’accertamento del diritto medesimo e di quelli degli altri partecipanti alla comunione.

Tribunale Novara sez. I, 28/01/2021, n.57

La collazione è disciplinata dalla legge come una fase della divisione ereditaria, sicché non può formare oggetto di un’azione giudiziale autonoma dalla divisione stessa, neppure a fini di mero accertamento talché la sentenza parziale resa sul punto in cui è stato indicato il valore delle somme da porre in collazione corrispondente al valore delle donazioni di denaro accertate come compiute dal de cuius in favore del coniuge, non può ritenersi preclusiva della corretta applicazione dei principi da applicarsi alla divisione attuata con la presente sentenza.

Tribunale Terni sez. I, 05/01/2021, n.20

In tema di divisione ereditaria, il concetto di comoda divisibilità di un immobile, presupposto dall’art. 720 c.c., postula, sotto l’aspetto strutturale, che il frazionamento del bene sia attuabile mediante determinazione di quote concrete suscettibili di autonomo e libero godimento, che possano formarsi senza dover fronteggiare problemi tecnici eccessivamente costosi e, sotto l’aspetto economico-funzionale, che la divisione non incida sull’originaria destinazione del bene e non comporti un sensibile deprezzamento del valore delle singole quote rapportate proporzionalmente al valore dell’intero, tenuto conto dell’usuale destinazione e della pregressa utilizzazione del bene stesso.

Tribunale Nola sez. I, 17/09/2020, n.1315

L’azione di divisione ereditaria e quella di riduzione sono fra loro autonome e diverse, perché la prima presuppone la qualità di erede e l’esistenza di una comunione ereditaria che si vuole sciogliere, mentre la seconda implica la qualità di legittimario leso nella quota di riserva ed è diretta alla reintegra in essa, indipendentemente dalla divisione; ne consegue che la domanda di divisione e collazione non può ritenersi implicitamente inclusa in quella di riduzione, sicché una volta proposta la domanda di riduzione, quella di divisione e collazione, avanzate nel corso del giudizio di primo grado con le memorie ex art. 183 c.p.c., sono da ritenersi nuove e, come tali, inammissibili ove la controparte abbia sul punto rifiutato il contraddittorio.

Cassazione civile sez. II, 04/09/2020, n.18468

In tema di divisione ereditaria, l’art. 733 cod. civ. – il quale stabilisce che le particolari disposizioni poste dal testatore per la formazione delle porzioni sono vincolanti

Nel giudizio di divisione ereditaria, la comunione su un bene immobile non comodamente divisibile ex art. 720 c.c.,

Nel giudizio di divisione ereditaria, la comunione su un bene immobile non comodamente divisibile ex art. 720 c.c., esistente tra medesimi soggetti ma in virtù di titoli diversi, dando luogo alla formazione di autonome masse, impone la diversificazione delle operazioni divisionali che, secondo un criterio logico–cronologico, devono essere compiute partendo dallo scioglimento della comunione più risalente per poi procedere via via allo scioglimento di quelle successive, senza che la valutazione delle richieste concorrenti di attribuzione sia influenzata dall’esito delle precedenti attribuzioni che hanno posto termine allo stato di indivisione su autonome comunioni.

Cassazione civile sez. II, 06/02/2019, n.3512

In tema di divisione ereditaria, la morte di uno dei condividenti successivamente all’apertura della successione ed alla stessa accettazione dell’eredità, con il subentro ad esso di una pluralità di soggetti, non determina il mutamento del titolo della comunione, da ereditaria in ordinaria, quanto, piuttosto, l’insorgere di una nuova comunione tra gli eventuali coeredi del condividente defunto, oggetto di distinta divisione rispetto a quella concernente i beni di cui il coerede defunto era comproprietario, con la persistente necessità, rispetto a quest’ultima, di procedere alla valutazione della comoda divisibilità della massa ed alla redazione del progetto di divisione in relazione al numero degli originari coeredi.

Cassazione civile sez. VI, 20/03/2019, n.7869

E SE IL BENE NON E’ COMODAMENTE DIVISIBILE?

 

In tema di divisione ereditaria, il giudice, ai sensi dell’art. 720 c.c., può attribuire, per l’intero, un bene non comodamente divisibile, non solo nella porzione del coerede con quota maggiore, ma anche nelle porzioni di più coeredi che tendano a rimanere in comunione, come titolari della maggioranza delle quote.

Tribunale Rimini, 23/02/2019, n.170

Vendita di un bene della comunione ereditaria

La vendita, da parte di uno dei coeredi, di un bene rientrante nella comunione ereditaria ha solo effetto obbligatorio, essendo la sua efficacia reale subordinata all’assegnazione del bene medesimo al coerede-venditore attraverso la divisione, giacché, sino a tale momento, il detto bene continua a fare parte della comunione e, finché quest’ultima perdura, il compratore non può ottenere la proprietà esclusiva di una singola parte materiale della cosa né, tantomeno, la quota ideale di uno specifico bene, in proporzione alla quota di eredità che compete al coerede alienante, essendo quest’ultimo titolare esclusivamente di una quota di eredità – intesa come “universitas” e, dunque, di per sé già alienabile – al cui interno non è certo che rientri, in occasione della divisione, la proprietà della “res” alienata.

Cassazione civile sez. II, 19/02/2019, n.4831

 

 

L’avvocato Sergio Armaroli esperto in successioni Bologna  ha assistito  moltissimi clienti in vicende ereditarie, occupandomi sia di successioni legittime che testamentarie in sede stragiudiziale (dichiarazioni successorie; rinuncia all’eredità; pianificazione successoria) e giudiziale (impugnazione di testamenti, divisioni ereditarie etc

Il passaggio patrimoniale a seguito di successione è un momento delicato della vita di ciascuno per le implicazioni non solo economiche, ma soprattutto emotive; da anni mi occupo di successioni, anche molto complesse sotto il profilo dell’entità patrimoniale e della tipologia di eredi, tenendo presente la peculiarità della materia.

La materia successoria è sempre complessa poichè comporta questioni che implicano rapporti e conflitti tra parenti. Nel corso degli anni di professione, ho maturato esperienza in materia, affrontando ogni tipologia di fattispecie possa presentarsi, come l’impugnazione del testamento, le lesioni di legittima, le divisioni ereditarie.

 

 

Mi occupo di successioni ereditarie e donazioni, fornisco assistenza nel redigere un testamento valido, consulenza o parere legale agli eredi, ad esempio nel caso in cui vi sia un sospetto di eredità di beni per un valore inferiore a quanto previsto dalla legge, impugnazione del testamento per lesione della quota legittima. L’approccio attento alla specificità del caso concreto e finalizzato al risultato, hanno sempre condotto a soluzioni di soddisfazione per i miei assistiti.

 

 

 

 Per tale ragione, anche tale settore mi ha conquistata, permettendomi di aiutare l’assistito a risolvere le vicende giuridiche non soltanto con strumenti propri del diritto, ma anche psicologici e strategici.

 

 

 

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Un testamento è cosa molto insidiosa, occorre saperlo preparare, studiarlo, eper questo l’avvocato Sergio Armaroli  Avvocato esperto in diritto ereditario Bologna

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L’eredità o successione sicuramente è una delle materie piu’ complesse della legislazione italiana, occorre evitare insidie e farsi assistere da un avvocato capace .

PER UNA SUCCESSIONE CORRETTA  IL TESTAMENTO DEVE OSSERVARE DELLE REGOLE ASSAI STRINGENTI PER QUESTO E’ IMPORTANTE AFFIDARSI A UN AVVOCATO COMPETENTE IN MATERIA DI SUCCESSIONI

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fornisce consulenza e assistenza (stragiudiziale e giudiziale) in materia di successioni, testamenti e donazioni, offrendo un servizio interdisciplinare tale da assicurare la trattazione sia degli aspetti strettamente giuridici (tanto civilistici, quanto tributari), anche mediante collaborazione di professionisti esterni di primario livello, degli aspetti inerenti alla valutazione economica dei beni immobili e/o mobili, alla divisione degli stessi, alla formalizzazione e stipula degli eventuali atti notarili.

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Operando nell’ambito del diritto civile   Avvocati esperti in successioni bologna

fornisce anche assistenza legale per successioni relative a questioni ereditarie e testamentarie.

Disporre in modo saggio del proprio patrimonio significa evitare ai nostri eredi di avere controversie.

Essere chiamati ad un’eredità è una situazione che deve essere affrontata con grande prudenza poichè, oltre all’idea di poter vedere incrementare il proprio patrimonio, si può celare una difficile realtà debitoria.

La lesione di diritti ereditari è una situazione intollerabile che merita di essere affrontata.

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In questi casi, il sostegno di una figura legale si rende necessaria soprattutto nell’evenienza di contenziosi tra eredi o persone chiamate all’eredità.  è comprensivo della gestione delle pratiche non solo legali, ma anche amministrative e notarili per la divisione ereditaria e successoria.

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fornisce assistenza legale altamente qualificata e precise consulenze in materia di diritto delle successioni. 

 

 Entro il patrimonio rientrano non soltanto i beni del defunto, ma anche i suoi diritti reali come la proprietà dei beni.

QUALI I TIPI DI SUCCESSIONE GESTITI DA Avvocati esperti in successioni bologna Studio avvocato Sergio Armaroli Bologna?

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successione testamentaria: qualora il soggetto abbia effettuato un testamento olografo o notarile, che può essere revocato in qualsiasi momento dal testatore

successione legittima: se il soggetto non ha effettuato un testamento, o ne ha lasciato solo uno parziale, quindi facendo esercitare il diritto di successione a parenti fino al VI° grado

successione necessaria: se l’eredità deve essere necessariamente riservata a determinati soggetti anche a prescindere dalla volontà espressa nel testamento

Avvocato successioni Bologna offre la propria consulenza sia per la fase stragiudiziale che per quella dell’eventuale contenzioso, assistendo il Cliente in ogni ambito: dall’accettazione dell’eredità (con o senza beneficio d’inventario), alla dichiarazione di successione (mediante l’assistenza di un esperto commercialista), nell’eventuale redazione dell’inventario, nella fase di vendita dei beni ereditari, nonché nell’azione di divisione ereditaria (sia dinanzi gli organi di mediazione e conciliazione, che dinanzi il Tribunale competente), nei casi di impugnazione del testamento, di petizione di eredità, di nomina del curatore dell’eredità giacente, di esonero dell’esecutore testamentario, e più in generale, in ogni altra azione che si rendesse necessaria per la tutela del proprio assistito.

 

Al momento della pubblicazione di un testamento si apre la fase della successione ereditaria ed è necessario procedere all’assegnazione dei beni o alla divisione ereditaria.

Si tratta di questioni estremamente complesse che necessitano di un supporto tecnico da parte di un avvocato esperto in eredità e successioni ereditarie; ciò, soprattutto nei casi in cui non vi è un accordo tra gli eredi in ordine ai diritti spettanti o alle modalità di divisione del patrimonio ereditario.

Il luogo dove si apre la successione è quello dell’ultimo domicilio del defunto. La successione può essere a titolo universale e in questo caso l’erede subentra nella stessa posizione giuridica del defunto e diventa erede solo con l’accettazione dell’eredità.

La successione può anche essere a titolo particolare ed in tal caso il soggetto destinatario dell’eredità diventa titolare di uno o più diritti (ad esempio la proprietà su un immobile o una somma in denaro).

La successione può essere:

  1. a) legittima: si parla di successione legittima quando il soggetto non ha lasciato un testamento o ha lasciato un testamento parziale. La legge sulle successioni prevede che hanno diritto di succedere solo i parenti fino al sesto grado.

  2. b) testamentaria: si parla di successione testamentaria quando il soggetto ha effettuato il testamento (il testamento può essere revocato in ogni momento dal testatore). Esistono diverse tipologie di testamenti: il testamento olografo (cioè scritto di pugno e firmato dal testatore) e il testamento per atto notarile.

Quando si parla di successione necessaria ci si riferisce al fatto che una quota dell’eredità debba essere necessariamente riservata a determinati soggetti e ciò anche a prescindere dal contenuto di un testamento. Gli eredi necessari sono i discendenti, gli ascendenti ed il coniuge e l’eredità si divide attraverso complessi calcoli che prevedono l’attribuzione di quote diverse a seconda del grado di parentela e del concorso di varie tipologie di parenti.

 

 eredità;

 successione legittima e testamentaria; 

 testamenti in generale (incluso quello olografo);

 impugnazione di testamento olografo;

 divisione ereditaria;

 donazione;

 misure di protezione di chi è privo di autonomia (amministrazione di sostegno, interdizione, inabilitazione);

questioni fiscali (tramite consulenti esterni dello Studio).

Metodo di lavoro

Così come nel diritto di famiglia, anche in quello successorio è priorità dello Studio cercare di risolvere una determinata questione in via amichevole prima che la lite giunga dinanzi all’Autorità Giudiziaria. O

 

pera con grande attenzione alle esigenze del cliente, oltre che con profonda scrupolosità e sollecitudine, fornendo assistenza in ognuna di queste fasi:

 la fase stragiudiziale, durante la quale si sviluppa la trattativa tra gli eredi, previa verifica dell’originalità del testamento olografo con l’ausilio di periti grafologi, si procede alla ricerca dei beni facenti parte della massa ereditaria (sia quelli che appaiono sia quelli eventualmente sottratti) e si redige l’accordo divisorio tra gli eredi;

 

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Avvocati esperti in successioni bologna- IMPUGNAZIONE TESTAMENTO COME QUANDO PERCHE’

Impugnare il testamento di soddisfare, nel rispetto della normativa, le aspettative ereditarie di coloro che siano stati, in tutto o in parte, esclusi dal testamento del defunto o che risultino in altro modo penalizzati dalle disposizioni contenute nello stesso testamento .

L’assistenza prestata, sia in sede stragiudiziale che in sede giudiziale, anche attraverso la collaborazione di Notai e Commercialisti di fiducia, riguarda gli adempimenti previsti per l’apertura della successione e l’accettazione o la rinuncia all’eredità, le divisioni ereditarie, l’individuazione delle quote ereditarie, l’individuazione della quota disponibile e di eventuali lesioni di legittima, la predisposizione di progetti divisionali, l’impugnazione di testamenti per invalidità o per lesione di quota di legittima, la consulenza e l’ assistenza nella redazione di testamenti e legati nonché di atti di donazione.

Con l’impugnazione del testamento si può ottenere l’annullamento o la dichiarazione di nullità integrale o parziale del testamento stesso

L’impugnazione del testamento può consentire comunque di ottenerne un’interpretazione più soddisfacente per le aspettative degli eredi o anche di rimediare a parziali illegittimità delle previsioni testamentarie, laddove queste, contravvengano alle norme imperative sulla successione degli eredi legittimari.

Il motivo del testamento consiste nella ragione determinante di esso, come quella che domina la volontà del testatore nel momento in cui detta o redige le disposizioni di ultima volontà, cosicché, per potersi parlare di motivo erroneo, tale da rendere inefficace la disposizione, è necessaria la certezza, desumibile dallo stesso testamento, che la volontà del testatore sia stata dominata dalla rappresentazione di un fatto non vero, in modo da doversene dedurre che, se il fatto fosse stato percepito o conosciuto nella sua verità obiettiva, quella disposizione testamentaria non sarebbe stata dettata o redatta. L’apprezzamento del giudice di merito circa l’esistenza o meno del motivo erroneo, dedotto quale causa di annullamento del testamento, è incensurabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione adeguata e immune da vizi logici ed errori di diritto.

Per affermare l’esistenza della captazione, la quale deve essere configurata come il dolus malus causam dans trasferito dal campo contrattuale a quello testamentario, non basta una qualsiasi influenza esercitata sul testatore per mezzo di sollecitazioni, consigli, blandizie e promesse, ma è necessario il concorso di mezzi fraudolenti, che siano da ritenersi idonei ad ingannare il testatore e ad indurlo a disporre in modo difforme da come avrebbe deciso se il suo libero orientamento non fosse stato artificialmente e subdolamente deviato.

In tema di impugnazione di una disposizione testamentaria che si assuma effetto di dolo, per potere configurarne la sussistenza non è sufficiente qualsiasi influenza di ordine psicologico esercitata sul testatore mediante blandizie, richieste, suggerimenti o sollecitazioni, ma occorre la presenza di altri mezzi fraudolenti che – avuto riguardo all’età, allo stato di salute, alle condizioni di spirito dello stesso – siano idonei a trarlo in inganno, suscitando in lui false rappresentazioni ed orientando la sua volontà in un senso in cui non si sarebbe spontaneamente indirizzata. La relativa prova, pur potendo essere presuntiva, deve fondarsi su fatti certi che consentano di identificare e ricostruire l’attività captatoria e la conseguente influenza determinante sul processo formativo della volontà del testatore.

In tema di errore ex art. 624 c.c. è necessaria la dimostrazione che la volontà del testatore sia stata influenzata in maniera decisiva dalla percezione, come reali, di fatti diversi dal vero. Analogamente, in tema di dolo o violenza, sempre ex art. 624 c.c., occorre la prova che i fatti di induzione in errore o di violenza abbiano indirizzato la volontà del testatore in modo diverso da come essa avrebbe potuto normalmente determinarsi. Più in particolare, quanto al dolo, ad integrare la captazione non basta una qualsiasi influenza esercitata sul testatore attraverso blandizie, richieste, suggerimenti, sollecitazioni e simili, sia pure interessati, ma è necessario l’impiego di altri mezzi fraudolenti che, avuto riguardo all’età, allo stato di salute e alle condizioni psichiche del de cuius, siano idonei a trarlo in inganno, suscitando in lui false rappresentazioni ed orientando la sua volontà in un senso verso il quale non si sarebbe spontaneamente indirizzata.

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