danno cagionato da operatore sanitario in struttura ospedaliera

In ipotesi di danno cagionato da operatore sanitario in struttura ospedaliera a chi va domandato il risarcimento del danno?

In tema di responsabilità sanitaria la dimostrazione dell’assolvimento dell’obbligo (di avere posto il paziente nelle condizioni)

 AVVOCATO ESPERTO PER OTTENERE DANNI DA MALASANITA’ COLPA MEDICA INTERVENTO MORTE  IN OSPEDALE INFEZIONE BOLOGNA VICENZA PADOVA ROVIGO FERRARA MODENA BOLOGNA RAVENNA VERCELLI CUNEO ASTI ALESSANDRIA 051 6447838

SEDE UNICA BOLOGNA PRENDI APPUNTAMENTO 

Cassazione civile sez. III, 21/06/2018, n.16324

di prestare il consenso informato, che si qualifica quale obbligo contrattuale ex articolo 1218 del codice civile grava sulla struttura ospedaliera. La violazione di tale obbligo ha potenzialmente rilievo a prescindere dall’esito favorevole o meno della prestazione medica, in quanto in grado di incidere sulla capacità di autodeterminazione del paziente. La dimostrazione – invece – di un nesso causale tra la lesione del diritto di autodeterminazione e danno effettivamente subito, spetta al paziente, rientrando tale elemento tra gli oneri in capo all’attore qui dicet.

 

 

 

In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, Cassazione civile sez. III, 31/05/2018, n.13752

incombe sul paziente che agisce per il risarcimento del danno l’onere di provare il nesso di causalità tra l’aggravamento della patologia (o l’insorgenza di una nuova malattia) e l’azione o l’omissione dei sanitari.

 

AVVOCATO ESPERTO PER OTTENERE DANNI DA MALASANITA’ COLPA MEDICA INTERVENTO MORTE  IN OSPEDALE INFEZIONE BOLOGNA VICENZA PADOVA ROVIGO FERRARA MODENA BOLOGNA RAVENNA VERCELLI CUNEO ASTI ALESSANDRIA 

 

La responsabilità per attività medico

chirurgica Cassazione civile sez. III, 29/01/2018, n.2061

deve essere ricondotta al paradigma di cui all’articolo 1218. Deriva da quanto precede, pertanto, che il paziente creditore (e, per esso i suoi congiunti, in caso di malpractice medica che abbia comportato il decesso del primo) ha il mero onere di provare il contratto (o il contatto sociale) intercorso con la struttura e/o con il sanitario, nonché quello soltanto di allegare il relativo inadempimento o inesatto adempimento, e cioè la difformità della prestazione ricevuta rispetto al modello normalmente realizzato da una condotta improntata alla dovuta diligenza, non essendo invece tenuto a provare la colpa del medico e/o della struttura sanitaria, nonché la relativa gravità. Nei giudizi risarcitori, in particolare, si delinea un duplice ciclo causale, l’uno relativo all’evento dannoso, a monte, l’altro relativo all’impossibilità di adempiere, a valle. Il primo, quello relativo all’evento dannoso, deve essere provato dal creditore/danneggiato, il secondo, relativo alla possibilità di adempiere, deve essere provato dal debitore/danneggiante. Mentre il creditore deve provare il nesso di causalità fra l’insorgenza (o l’aggravamento) della patologia e la condotta del sanitario (fatto costitutivo del diritto), il debitore deve provare che una causa imprevedibile e inevitabile ha reso impossibile la prestazione (fatto estintivo del diritto).

 

 

In tema di responsabilità contrattuale della struttura sanitaria e di responsabilità professionale da contatto sociale del medico, Cassazione civile sez. III, 13/10/2017, n.24073

 

AVVOCATO ESPERTO PER OTTENERE DANNI DA MALASANITA’ COLPA MEDICA INTERVENTO MORTE  IN OSPEDALE INFEZIONE BOLOGNA VICENZA PADOVA ROVIGO FERRARA MODENA BOLOGNA RAVENNA VERCELLI CUNEO ASTI ALESSANDRIA 

 

 ai fini del riparto dell’onere probatorio l’attore, paziente danneggiato, deve limitarsi a provare l’esistenza del contratto (o il contatto sociale) e l’insorgenza o l’aggravamento della patologia ed allegare l’inadempimento del debitore, astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato, rimanendo invece a carico del debitore dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato, ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante.

Il soggetto può scegliere diverse vie:

  1. può agire nei confronti di entrambi, sia della struttura sanitaria che del medico;
  2. può agire a titolo di responsabilità contrattuale solo nei confronti del medico;
  3. può citare in giudizio esclusivamente la struttura sanitaria.

Se la vittima cita in giudizio solo la struttura sanitario questa può agire in rivalsa verso il medico?

Due sono i modelli teorici cui far riferimento:

  1. l’art. 1228 c.c.che prevede la responsabilità del debitore per fatto degli ausiliari. Si tratta di responsabilità diretta e per fatto proprio, poiché la struttura risponde dei fatti commessi dal dipendente come se fossero proprio dell’ente.
  2. l’art. 2049 c.c.che presuppone un rapporto di preposizione tra committente e dipendente. Il terzo danneggiato non ha alcun rapporto con il committente. Il fondamento logico- giuridico risiede nel rafforzamento delle garanzie patrimoniali accollando il rischio di impresa a colui che si serve dell’attività altrui.

Il committente risponde per fatto proprio?

Assolutamente no, perché il terzo danneggiato non ha alcun rapporto pregresso con lui essendo obbligato il committente esclusivamente per un fatto altrui.

Come funziona l’azione di rivalsa?

Nel caso di cui all’art. 2049 c.c. il committente ha azione di rivalsa per l’intero nei confronti del soggetto che ha materialmente cagionato il danno. Non si applica l’art. 2055 c.c. sulla solidarietà in quanto la responsabilità è per fatto altrui. Tutta la colpa ricade sul dipendente, autore materiale del fatto, dunque, gravato interamente del risarcimento.

Nell’ipotesi di cui all’art. 1228 c.c. trattandosi di responsabilità per fatto proprio la colpa, dunque, il risarcimento, viene ripartito proporzionalmente tenuto anche conto delle conseguenze che sono derivate dalla propria azione o omissione.

Quale modello si applica in ipotesi di responsabilità medica?

In ambito medico il riferimento è all’art. 1228 c.c. Il fatto del medico non è illecito aquiliano, ma attuazione dell’obbligazione assunta dalla struttura nei confronti del paziente.

In relazione all’azione di rivalsa concorrono sia l’art. 2055 c.c. che il 1298 c.c. che prevedono una presunzione di pari colpa ove non venga dimostrato un diverso apporto causale e psicologico. Il medico è interamente responsabile se ha agito con dolo oppure in caso di grave devianza, imprevedibile  e improbabile.

Quale responsabilità struttura sanitaria in ipotesi di responsabilità medica?

Maggiori informazioni su questo argomento?

Se vuoi maggiori informazioni su questo argomento o hai un problema che devi risolvere, puoi rivolgerti all’avvocato Sergio Armaroli visitando il suo sito web: studiolegale-bologna.it

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