COME RISOLVERE LA COMUNIONE E LA DIVISIONE EREDITARIA

COME RISOLVERE LA COMUNIONE E LA DIVISIONE EREDITARIA

COME RISOLVERE LA COMUNIONE E LA DIVISIONE EREDITARIA

Possono subentrare più eredi nel patrimonio ereditario, in virtù di legge o di testamento?

Certo che sì.

Cosa accede quando nel patrimonio ereditario subentrano più eredi, in virtù di legge o di testamento?

Quando, in virtù di legge o di testamento, subentrano più eredi nel patrimonio ereditario va a formarsi, sui beni rientranti nell’asse ereditario, una comunione tra i coeredi.

AVVOCATO ESPERTO SUCCESSIONI BOLOGNA VICENZA TREVISO RAVENNA PESARO ANCONA ROVIGO PADOVA  GENOVA 051 6447838

AVVOCATO ESPERTO SUCCESSIONI BOLOGNA VICENZA TREVISO RAVENNA PESARO ANCONA ROVIGO PADOVA  GENOVA

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Da cosa deriva, dunque, la comunione tra i coeredi?

La comunione tra i coeredi deriva dalla circostanza che ci sono più chiamati contemporaneamente, i quali succedono pertanto in un’unica eredità.

Si tratta di una comunione incidentale?

Esattamente. Trattasi di comunione incidentale perché viene a formarsi a prescindere dalla volontà di coloro che vi partecipano.

Come va ravvisata una situazione di comunione ereditaria?

Per poter ravvisare una situazione di comunione è necessario che il de cuius abbia nominato più eredi per quote ideali e non per beni individuati singolarmente.

I legati possono essere inclusi nella comunione?

No, i legati non possono essere inclusi nella comunione perché esprimono una vicenda successoria a titolo particolare e passano direttamente dal de cuius al legatario, non transitando per il regime della comunione.

Si può affermare che la comunione ereditaria è una specie della comunione ordinaria?

Certo che sì.

Qual è, innanzitutto, il tratto della comunione ereditaria condiviso con la comunione ordinaria?

Il tratto della comunione ereditaria condiviso con la comunione ordinaria è innanzitutto e certamente la non previsione dell’appartenenza ai coeredi di singoli beni individuati. Al contrario, anche nella comunione ereditaria a ciascun coerede spetta, sull’intero, un diritto in proporzione alla quota che rappresenta la misura di partecipazione al tutto.

Nel codice civile, quali sono le norme che disciplinano la comunione ereditaria?

Nel codice civile, per la disciplina della comunione ereditaria occorre far riferimento agli artt. 713 – 736 (libro secondo, titolo quinto) in materia di divisione e gli artt. 1100-1116, in quanto compatibili, relativi alla comunione in generale.

I coeredi possono sempre domandare la divisione?

Ai sensi dell’articolo 713 primo comma del codice civile, i coeredi possono sempre domandare la divisione.

 

Un coerede ha la possibilità di opporsi allo scioglimento della comunione?

No, un coerede non ha la possibilità di opporsi allo scioglimento della comunione dato il particolare carattere transitorio di quest’ultima.

Da cosa può dipendere la temporanea indivisibilità?

La temporanea indivisibilità può dipendere: 1) dalla volontà del testatore; 2) dalla volontà della legge; 3) dalla decisione del giudice; 4) dalla volontà degli eredi.

Cos’è il cosiddetto “retratto successorio”?

Il cosiddetto “retratto successorio” è un peculiare istituto della comunione ereditaria.

Nello specifico, in cosa consiste il retratto successorio?

Nello specifico, il retratto successorio è quell’istituto che riconosce a ciascun coerede un diritto di prelazione sulla quota degli altri coeredi quando essi vogliano disporne a favore di un terzo estraneo alla successione.

Cosa deve fare il coerede che vuole alienare ad un terzo estraneo alla successione la sua quota ereditaria o parte di essa?

Secondo quanto dispone l’articolo 732 codice civile, il coerede che vuole alienare ad un terzo estraneo alla successione la sua quota ereditaria o parte di essa deve notificare la proposta di alienazione agli altri coeredi. Nella notifica va indicato il prezzo e agli altri coeredi è riconosciuto il diritto di prelazione, che deve essere esercitato entro il termine di due mesi dall’ultima notificazione.

Cosa succede in caso di mancata notificazione?

In caso di mancata notificazione e fino a quando dura lo stato di comunione ereditaria, gli altri i coeredi possono riscattare la quota dall’acquirente e da ogni successivo avente causa, a prescindere dalla trascrizione dell’acquisto.

Qual è il carattere del diritto di prelazione in questo caso, che lo distingue dalla ordinaria prelazione obbligatoria?

 Il carattere che distingue il diritto di prelazione in materia di comunione ereditaria dalla ordinaria prelazione obbligatoria consiste nel fatto che nel primo caso l’efficacia è erga omnes e pertanto configura un’ipotesi di prelazione reale. L’ordinaria prelazione obbligatoria, invece, ha efficacia solo tra le parti e, in caso di mancato adempimento dell’obbligo di denuntiatio da parte del promittente, consente al prelazionario di agire solo per il risarcimento del danno.

Quando cessa la comunione ereditaria?

La comunione ereditaria cessa di norma con la divisione.

Come può essere la divisione?

La divisione può essere giudiziale o convenzionale.

Quando si ha la divisione giudiziale?

La divisione giudiziale si ha quando i coeredi non trovano un accordo e pertanto devono rivolgersi ad un giudice.

 

Come avviene la divisione giudiziale?

La divisione giudiziale può avvenire mediante due diversi procedimenti: 1) divisione a domanda congiunta, che si attiva quando i coeredi sono in accordo circa la divisione del patrimonio ereditario e circa l’entità delle rispettive quote, ma non lo sono su quali singoli beni devono essere assegnati in proprietà a ciascun coerede. Trattasi di un procedimento semplificato poiché consente di individuare direttamente i beni da trasmettere in proprietà esclusiva a ciascun erede; 2) divisione giudiziale ordinaria, che si attiva quando i coeredi non sono d’accordo sul fatto di dividere i beni di cui sono comproprietari oppure non concordano sulle modalità per attuare la divisione.

Quando si ha la divisione convenzionale?

La divisione convenzionale o contrattuale si ha quando i coeredi sono in accordo sia per quanto riguarda l’effettuazione della divisione sia per quanto riguarda il suo contenuto. E’ in questo caso che viene posto in essere tra tutti i coeredi, a pena di nullità, il cosiddetto contratto di divisione.

Quale deve essere la forma del contratto di divisione?

La forma del contratto di divisione è libera se l’asse ereditario è composto da beni mobili e/o crediti. Quando l’eredità è composta da beni immobili, la divisione va fatta per iscritto, atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio.

Cosa succede in sede di divisione?

In sede di divisione, ciascun coerede diventa titolare esclusivo di una determinata parte del bene o dei beni in comunione. Ciascuna parte corrisponde al valore della quota che spetta nello stato di indivisione. In altri termini, viene meno la partecipazione congiuntiva all’intero e vi si sostituisce l’attribuzione materiale a ciascun erede dei beni o di parte di essi.

Che efficacia ha la divisione?

La divisione ha efficacia dichiarativa dato che quanto spetta a ciascun coerede è previamente fissato. Ha, inoltre, efficacia retroattiva.

L’assegnazione delle varie porzioni concrete realizza una vicenda traslativa?

No, l’assegnazione delle varie porzioni concrete non realizza una vicenda traslativa. La traslazione si ha nel momento in cui si apre la successione, in seguito alla delazione e alla successiva accettazione, come si evince dall’articolo 757 codice civile.

Qual è il carattere dell’effetto retroattivo che si desume dall’art 757 codice civile?

L’effetto retroattivo che si desume dall’art 757 codice civile ha carattere assoluto, cioè non solo opera nei confronti dei coeredi, ma anche nei confronti dei terzi.

Cos’è la divisione contrattuale?

La divisione contrattuale è un accordo stragiudiziale mediante il quale i coeredi convertono i diritti di ciascuno, che sono espressi in quote ideali del patrimonio ereditario, in diritti sui singoli beni. Si precisa che il valore dei beni singolarmente assegnati deve corrispondere al valore delle quote in comunione.

Quando si procede alla divisione contrattuale?

Alla divisione contrattuale si procede se e quando tutti i coeredi sono d’accordo.

La divisione può essere effettuata o indirizzata dal testatore?

Sì, la divisione può essere effettuata o indirizzata dal testatore, il quale può indicare quali beni vanno assegnati a ciascun erede, compresi i legittimari. In questo modo è precluso il sorgere della comunione. E’ questo il caso in cui la divisione si produce al momento in cui si apre la successione.

Nello specifico, cosa può fare il testatore?

Nello specifico, il testatore può dividere i suoi beni tra gli eredi tenendo conto nella divisione anche della parte indisponibile. Può, inoltre, stabilire le regole per la formazione delle porzioni, designare un terzo affinché formuli un progetto di divisione e stabilire che sia l’esecutore testamentario ad occuparsi della divisione.

Sono posti limiti in capo al testatore? Quali?

Sì. I limiti posti in capo al testatore sono quelli di: 1) non escludere i legittimari dalla divisione; 2) di non arrecare lesioni che eccedono il quarto della quota dei condividenti, altrimenti si applica il rimedio della rescissione.

Quando è nulla la divisione?

La divisione è nulla se e quando il testatore abbia escluso uno dei legittimari o degli eredi istituiti.

Cosa sono i cosiddetti “eredi istituiti”?

I cosiddetti “eredi istituiti” sono i soggetti ai quali il testamento assegna una quota dell’eredità.

Cosa può fare il coerede che vede lesa la quota di legittima che gli spetta?

Il coerede che vede lesa la quota di legittima che gli spetta, da parte del testatore, può agire con l’azione di riduzione.

Cosa succede in relazione ai debiti e ai crediti del de cuius, con l’acquisto dell’eredità e prima ancora della divisione?

Con l’acquisto dell’eredità e prima ancora della divisione, i debiti e i crediti del de cuius vengono distribuiti di regola tra gli eredi e si salta la fase intermedia in cui si trovino a far parte della comunione ereditaria.

Come vengono distribuiti i debiti e i pesi ereditari?

I debiti e i pesi ereditari vengono distribuiti automaticamente tra gli eredi in base alle loro quote e senza vincolo di solidarietà, fatto salvo il caso in cui il testatore abbia disposto diversamente.

E se il coerede pagasse oltre la sua quota?

Se il coerede pagasse oltre la sua quota, ha diritto di rivalsa nei confronti degli altri coeredi ed è surrogato nel diritto di credito ai sensi dell’articolo 754 codice civile.

Il creditore del de cuius può pretendere dal coerede più della quota a questi spettante?

Assolutamente no. Il creditore del de cuius non può pretendere dal coerede, a meno che si tratti di obbligazione indivisibile, più di quanto a quest’ultimo spetti in proporzione alla quota ereditaria.

In caso di insolvenza di uno dei coeredi, tale inadempienza può essere invocata dal creditore del de cuius nei confronti degli altri?

No, in caso di insolvenza di uno dei coeredi, il creditore del de cuius non può invocare tale inadempienza nei confronti degli altri.

Nel caso in cui l’eredità sia gravata da debiti e pesi, come può l’erede limitare la propria responsabilità al solo patrimonio ereditario, senza che venga toccato il patrimonio personale?

Nel caso in cui l’redità sia gravata da debiti e pesi, l’erede per limitare la propria responsabilità al solo patrimonio ereditario, senza che venga toccato il patrimonio personale, può accettare l’eredità con il cosiddetto beneficio di inventario.

Cos’è l’accettazione col beneficio di inventario?

L’accettazione con beneficio di inventario è l’accettazione che non produce confusione dei patrimoni del de cuius e dell’erede. Conseguentemente la responsabilità dell’erede è limitata al patrimonio residuo. In altri termini, accettando l’eredità col beneficio di inventario, l’erede sarà tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati nei limiti del valore dei beni che gli sono pervenuti.

Cos’è l’inventario?

L’inventario è l’atto pubblico con il quale il cancelliere o il notaio accerta la consistenza delle attività dell’eredità. Nell’inventario vengono descritti i beni immobili e mobili e si procede alla stima degli stessi, secondo le norme del codice di procedura civile agli artt. 769 e ss.

 

 

Il testatore può imporre al legatario il pagamento dei debiti ereditari?

Sì, il testatore può imporre al legatario il pagamento dei debiti ereditari, ma in proporzione al valore del legato.

I legatari sono tenuti a pagare i debiti del de cuius?

No, i legatari non sono tenuti a pagare i debiti del de cuius.

Prima di avviare una causa relativa ad una divisione ereditaria cosa è necessario fare?

Prima di avviare una causa relativa ad una divisione ereditaria, è necessario ricorrere all’istituto della mediazione dinanzi a un organismo riconosciuto dal Ministero della Giustizia, con l’assistenza di un avvocato.

Cosa ha affermato la Corte di Cassazione a Sezioni Unite in materia di divisione ereditaria e con specifico riferimento alla natura della stessa?

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha affermato che la divisione ereditaria ha natura di atto inter vivos poiché non può essere considerata atto “mortis causa”. Inoltre, si afferma che la divisione ereditaria ha efficacia retroattiva, ma non ha natura dichiarativa, bensì traslativa.

 

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