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L’art 2043 cc, RISARCIMENTO DANNI BOLOGNA

L’art 2043 cc, che codifica il divieto del “neminem laedere” (divieto di ledere l’altrui diritto), prevede come rimedio il risarcimento del danno.

La responsabilità contrattuale scattava a fronte dell’inadempimento di un’obbligazione; quindi tutto ciò che era in obbligazione e non era adempiuto, faceva scattare come rimedio la responsabilità contrattuale e quindi il risarcimento del danno di natura contrattuale. Tutto ciò che non era contratto era extracontrattuale ed aveva natura delittuale.

Codice Civile

Libro Quarto Delle obbligazioni

Titolo IX Dei fatti illeciti

Art. 2043. Risarcimento per fatto illecito.

avvocato sergio armaroli

Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.

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Cfr. Cassazione civile, sez. III, sentenza 23 ottobre 2018 n° 26727, Cassazione civile, sez. III, sentenza 19 luglio 2018 n° 19151, Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 14 giugno 2018 n° 3657, Cassazione civile, sez. VI-3, ordinanza 14 maggio 2018 n° 11591, Cassazione civile, sez. III, sentenza 12 aprile 2018 n° 9059, Cassazione Civile, sez. III, ordinanza 13 aprile 2018 n° 9193, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 12 aprile 2018 n° 9059, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 13 marzo 2018 n° 6036, Cassazione Civile, SS.UU., sentenza 05 luglio 2017 n° 16601, Cassazione Civile, sez. I, sentenza 23 marzo 2017 n° 7468, Cassazione Civile, sez. II, sentenza 6 febbraio 2007, n. 2546, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 20 febbraio 2007, n. 3949, Cassazione Civile, SS.UU., sentenza 9 marzo 2007, n. 5394, Tribunale di Paola, sentenza 15 maggio 2007, n. 462, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 5 giugno 2007, n. 13061, Tribunale di Nola, sez. II civile, sentenza 30 giugno 2007, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 4 luglio 2007, n. 15131, Cassazione Civile, sez. II, sentenza 23 luglio 2007, n. 16222, Consiglio di Stato, ad. plenaria, sentenza 30 luglio 2007, n. 10, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 3 settembre 2007, n. 18511, Cassazione Civile, sez. I, sentenza 6 settembre 2007, n. 18723, Cassazione Civile, sez. I, sentenza 9 ottobre 2007, n. 21096, Tribunale di Torino, sez. IV civile, sentenza 11 ottobre 2007, n. 6070, Cassazione Civile, sez. I, sentenza 17 ottobre 2007, n. 21850, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 3 dicembre 2007, n. 25173, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 11 gennaio 2008, n. 390, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 17 gennaio 2008, n. 867, Tribunale di Milano, sez. V civile, sentenza 4 marzo 2008, n. 2847, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 10 marzo 2008, n. 6297, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 20 marzo 2008, n. 7495, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 3 aprile 2008, n. 8546, Cassazione Civile, sez. I, sentenza 8 maggio 2008, n. 11477, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 26 maggio 2008, n. 13589, Tribunale di Mantova, sentenza 27 maggio 2008, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 15 luglio 2008, n. 19445, Cassazione Civile, sez. I, sentenza 25 settembre 2008, n. 24084, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 16 ottobre 2008, n. 25250, Consiglio di Stato, sez. V, decisione 20 ottobre 2008, n. 5124, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 21 novembre 2008, n. 27673, Tribunale di Torino, sez. IV civile, sentenza 27 novembre 2008, Tribunale di Piacenza, sentenza 2 dicembre 2008, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 12 dicembre 2008, n. 29211, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 20 gennaio 2009, n. 1343, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 13 marzo 2009, n. 6181, TAR Lazio-Roma, sez. II, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 28 ottobre 2009, n. 22807, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 30 ottobre 2009, n. 23053, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 30 ottobre 2009, n. 23059, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 19 novembre 2009, n. 24435, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 8 gennaio 2010, n. 80, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 27 gennaio 2010, n. 1703, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 27 gennaio 2010, n. 1704, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 2 febbraio 2010, n. 2352, TAR Sardegna-Cagliari, sez. I, sentenza 19 febbraio 2010, n. 204, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 4 marzo 2010, n. 5190, Tribunale di Caltanissetta, sez. civile, sentenza 19 dicembre 2009, n. 614 e Tribunale di Napoli, sez. III civile, sentenza 27 maggio 2010, n. 6229 in Altalex Massimario. Cfr. anche le formule “Atto di citazione per danni nei confronti di medico e struttura sanitaria“, “Comparsa di risposta del medico e chiamata in causa del terzo – resp. professionale” e “Atto di citazione per danno da nascita indesiderata – responsabilità professionale” tratte da FormularioCivile.it.

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La pubblica amministrazione, in base al principio del “neminem laedere”, Cassazione civile sez. III  12 febbraio 2015 n. 2741

 è responsabile dei danni riconducibili all’omissione dei comportamenti dovuti, che costituiscono il limite esterno alla sua attività discrezionale. Ne consegue che il Comune deve rispondere dei danni patiti da un ciclomotorista caduto a seguito dell’impatto con un cane randagio durante la marcia del mezzo, atteso che l’ente territoriale – ai sensi della legge-quadro 14 agosto 1991, n. 281 e delle leggi regionali in tema di animali di affezione e prevenzione del randagismo- è tenuto, in correlazione con gli altri soggetti indicati dalla legge, al rispetto del dovere di prevenzione e controllo del randagismo sul territorio di competenza.

La responsabilità dell’imprenditore che si sia avvalso di impalcature per l’espletamento di lavori sugli edifici è ravvisabile ai sensi dell’art. 2043 cod. civ., ove siano state trascurate le ordinarie norme di diligenza e non siano state adottate le cautele idonee ad impedire l’uso anomalo del ponteggio. La responsabilità va ricollegata non alla mera sussistenza del ponteggio, ma al fatto che sia stato omesso qualunque accorgimento idoneo ad ovviare alla situazione Cassazione civile sez. III  19 dicembre 2014 n. 26900

 di pericolo (fattispecie relativa ad un furto in appartamento agevolato dalla presenza di un ponteggio installato senza adottare misure anti-intrusive, quali l’illuminazione notturna).

Nella ipotesi di danni cagionati ad uno spettatore dal lancio dagli spalti di un moschettone da trekking durante una partita di calcio, la società proprietaria dell’impianto non risponde ai sensi dell’art. 2043 cod. civ., trattandosi di evento non controllabile, a fronte delle migliaia di spettatori delle partite, e della non intrinseca pericolosità dell’oggetto lanciato, come tale facilmente occultabile e introducibile sui luoghi, né ai sensi dell’art. 2051 cod. civ., per la riconducibilità del danno non alla natura del bene custodito o all’uso che ne è stato fatto dal custode ma alla condotta illecita di un terzo, rispetto al quale lo stadio rappresenta esclusivamente il contesto nel cui ambito è accaduto l’evento. Rigetta,

Nel caso in cui una P.A. (nella specie, un Comune) sia chiamata a rispondere ex art. 2043 cod. civ. per illegittimo esercizio della funzione pubblica (nella specie, per illegittimo annullamento di una licenza edilizia precedentemente rilasciata), il giudice è chiamato ad accertare d’ufficio, sulla base degli elementi probatori ritualmente acquisiti agli atti, la sussistenza dell’elemento soggettivo dell’illecito e, dunque, anche se la violazione delle regole di imparzialità, correttezza e buon andamento sia stata determinata da un errore scusabile nell’applicazione della legge (in ipotesi, l’art. 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765). Tale errore non è, pertanto, annoverabile tra le cause di giustificazione, incidenti sulla mera antigiuridicità del fatto, sicché la relativa allegazione, in assenza di un’espressa previsione di legge, non può essere qualificata come eccezione in senso stretto. Rigetta, App. Genova, 19/04/2006

La responsabilità della P.A., ai sensi dell’art. 2043 c.c., per l’esercizio illegittimo della funzione pubblica, è configurabile qualora si verifichi un evento dannoso che incida su un interesse rilevante per l’ordinamento e che sia eziologicamente connesso ad un comportamento caratterizzato da dolo o colpa, non essendo sufficiente la mera illegittimità dell’atto a determinarne automaticamente l’illiceità, sicché il criterio di imputazione è correlato ad una più complessa valutazione, estesa all’accertamento dell’elemento soggettivo e della connotazione dell’azione amministrativa come fonte di danno ingiusto.

(

In tema di responsabilità civile, qualora la produzione di un evento dannoso risulti riconducibile alla concomitanza di una condotta umana e di una causa naturale, l’autore del fatto illecito risponde, in base ai criteri della causalità naturale, di tutti i danni che ne sono derivati, a nulla rilevando che gli stessi siano stati concausati anche da eventi naturali, che possono invece rilevare ai fini della stima del danno (causalità giuridica); in particolare, in caso di danno alla salute, qualora il danneggiato sia affetto da una patologia invalidante pregressa ed irreversibile, il danno risarcibile deve essere determinato considerando sia la differenza tra lo stato di invalidità complessivamente presentato dal danneggiato dopo il fatto illecito e lo stato patologico pregresso, sia la situazione che si sarebbe determinata se non fosse intervenuto il fatto lesivo imputabile. (Nella specie, relativa all’investimento di un pedone già affetto da invalidità per disturbi psichici, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che non aveva ridotto la responsabilità del conducente, ma escluso dal novero dei danni risarcibili l’invalidità di cui la vittima, comunque, sarebbe stata portatrice anche se non fosse stata investita).

Nell’ipotesi di un contratto di appalto pubblico divenuto inefficace per effetto dell’annullamento dell’aggiudicazione da parte dell’organo di controllo, la P.A. è tenuta al risarcimento del danno per le perdite e i mancati guadagni subiti dal privato aggiudicatario, qualificandosi tale responsabilità come “da contatto qualificato” tra le parti, assimilabile anche se non coincidente con quella di tipo contrattuale, in quanto derivante dalla violazione da parte dell’amministrazione del dovere di buona fede, di protezione e di informazione che ha comportato la lesione dell’affidamento incolpevole del privato sulla regolarità e legittimità dell’aggiudicazione. Ne consegue, pertanto, l’applicabilità del termine decennale di prescrizione ex art. 2946 c.c., che decorre dalla data dell’illecito e che è da considerarsi interrotto a seguito dell’impugnazione da parte del privato dell’atto amministrativo ritenuto illegittimo, purché la P.A., chiamata a risarcire il danno, sia stata parte del processo amministrativo.

In tema di responsabilità civile, applicati nella verifica del nesso causale tra la condotta illecita ed il danno i principi posti dagli artt. 40 e 41 c.p., e fermo restando il diverso regime probatorio tra il processo penale, ove vige la regola della prova “oltre il ragionevole dubbio”, e quello civile, in cui opera la regola della preponderanza dell’evidenza o “del più probabile che non”, lo standard di cd. certezza probabilistica in materia civile non può essere ancorato esclusivamente alla cd. probabilità quantitativa della frequenza di un evento, che potrebbe anche mancare o essere inconferente, ma va verificato, secondo la cd. probabilità logica, nell’ambito degli elementi di conferma, e, nel contempo, nell’esclusione di quelli alternativi, disponibili in relazione al caso concreto.

Ove sia fatta valere, a fondamento della domanda risarcitoria ex art. 2043 c.c. nei confronti della P.A., la lesione di un interesse pretensivo, – concretantesi, nel caso di specie, nella preclusione della possibilità di partecipazione a gare pubbliche per la illegittima mancata iscrizione dell’impresa all’Albo nazionale costruttori per le categorie di lavori ed importi indicati – occorre valutare, sulla base degli elementi di fatto forniti dal danneggiato ed in via presuntiva e probabilistica, la sussistenza “ex ante” di concrete e non ipotetiche possibilità di conseguire vantaggi economici apprezzabili; l’accertamento e la liquidazione di tale perdita va condotta in via equitativa ed il giudice deve dare conto del processo logico e valutativo seguito.

 

 

L’errore compiuto dal giudice di merito nell’individuare la regola giuridica in base alla quale accertare la sussistenza del nesso causale tra fatto illecito ed evento è censurabile in sede di legittimità ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3 cod. proc. civ., mentre l’eventuale errore nell’individuazione delle conseguenze che sono derivate dall’illecito, alla luce della regola giuridica applicata, costituisce una valutazione di fatto, come tale sottratta al sindacato di legittimità se adeguatamente motivata.

Gli elementi costitutivi dell’illecito aquiliano sono la condotta, l’elemento psicologico, il danno ingiusto e il nesso causale. Ne consegue che, ove il giudice ritenga insussistente uno qualsiasi di tali elementi, la domanda di risarcimento del danno va rigettata senza necessità di accertare la sussistenza degli altri.

Il Ministero della salute è tenuto ad esercitare un’attività di controllo e di vigilanza in ordine alla pratica terapeutica della trasfusione del sangue e dell’uso degli emoderivati sicché risponde, ai sensi dell’art. 2043 cod. civ., dei danni conseguenti ad epatite ed a infezione da HIV, contratte da soggetti emotrasfusi, per omessa vigilanza sulla sostanza ematica e sugli emoderivati. Rigetta, App. Roma, 08/02/2010

La responsabilità degli enti pubblici, per danni derivanti dall’illegittimo Cassazione civile sez. III  12 dicembre 2014 n. 26152

od omesso svolgimento dell’attività amministrativa di stampo autoritativo, va ricondotta al modello di responsabilità per fatto illecito delineata dall’art. 2043 c.c., il quale implica la necessità di verificare, con onere della prova a carico del presunto danneggiato, gli elementi costitutivi della fattispecie aquiliana, così individuabili: a) il fatto illecito; b) l’evento dannoso ingiusto e il danno patrimoniale conseguente; c) il nesso di causalità tra fatto illecito e il danno subito; d) la colpa dell’apparato amministrativo, dovendosi individuare, anche in tema di responsabilità della P.A. da attività amministrativa illegittima, l’elemento soggettivo (colpa oppure dolo) richiesto dall’art. 2043 c.cavvocati a bologna

In punto di diritto, si osserva che la responsabilità per l’esercizio di attività pericolosa, ex art. 2050 c.c., implica l’accertamento di presupposti di fatto diversi, quanto meno in parte, da quelli propri della responsabilità per fatto illecito prevista dalla norma generale dell’art. 2043 c.c., onde la domanda che ha per oggetto l’accertamento del primo tipo di responsabilità deve essere considerata diversa e nuova rispetto a quella che ha per oggetto la normale responsabilità per fatto illecito.

In tema di risarcimento del danno per fatto illecito, quanto più le conseguenze della condotta altrui sono suscettibili di essere previste e superate attraverso l’adozione, da parte dello stesso danneggiato, delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze del caso concreto, tanto più incidente deve considerarsi l’efficienza causale del suo comportamento imprudente nella produzione del danno, fino al punto di interrompere il nesso eziologico tra condotta e danno quando lo stesso comportamento sia da escludere come evenienza ragionevole o accettabile secondo un criterio probabilistico di regolarità causale. (Nella fattispecie, da inquadrarsi all’interno dell’art. 2043 c.c., la S.C., accogliendo il ricorso, ha ritenuto che la Corte d’Appello avesse omesso di verificare e valutare l’incidenza causale della condotta di una bambina nove anni, caduta da un precipizio situato a cinque metri dalla sede stradale, rispetto alla responsabilità da condotta omissiva colposa dell’ente pubblico territoriale.).

Con riferimento agli interessi pretensivi, l’ingiustizia del danno si configura in relazione alla consistenza della protezione che l’ordinamento riserva all’istanza di ampliamento della sfera giuridica del pretendente, essendo necessario che egli sia titolare non già di una mera aspettativa, bensì di una situazione suscettibile di determinare un oggettivo affidamento circa la consecuzione, secondo la disciplina applicabile ed un criterio di normalità, di un esito favorevole.

In tema di responsabilità civile, la comparazione tra causa umana imputabile e causa naturale è esclusivamente funzionale a stabilire, in seno all’accertamento della causalità materiale, la valenza assorbente dell’una rispetto all’altra, sicché non può operarsi una riduzione proporzionale della responsabilità in ragione della minore gravità dell’apporto causale del danneggiante, in quanto una comparazione del grado di incidenza eziologica di più cause concorrenti può instaurarsi soltanto tra una pluralità di comportamenti umani colpevoli, ma non tra una causa umana imputabile ed una concausa naturale non imputabile.

 

 

La responsabilità della P.A., ai sensi dell’art. 2043 c.c., per l’esercizio illegittimo della funzione pubblica, è configurabile qualora si verifichi un evento dannoso che incida su un interesse rilevante per l’ordinamento e che sia eziologicamente connesso ad un comportamento caratterizzato da dolo o colpa, non essendo sufficiente la mera illegittimità dell’atto a determinarne automaticamente l’illiceità, sicché il criterio di imputazione è correlato ad una più complessa valutazione, estesa all’accertamento dell’elemento soggettivo e della connotazione dell’azione amministrativa come fonte di danno ingiusto.

 

Ai fini della liquidazione del danno patrimoniale futuro, patito dai genitori per la morte del figlio in conseguenza del fatto illecito altrui, è necessaria la prova, sulla base di circostanze attuali e secondo criteri non ipotetici ma ragionevolmente probabilistici, che essi avrebbero avuto bisogno della prestazione alimentare del figlio, nonché del verosimile contributo che il figlio avrebbe versato per le necessità della famiglia.

Affinché i genitori di una persona di giovane età, deceduta per colpa altrui, possano ottenere il risarcimento del danno patrimoniale per la perdita degli emolumenti che il figlio avrebbe loro verosimilmente elargito una volta divenuto economicamente autosufficiente, non è sufficiente dimostrare né la convivenza tra vittima ed aventi diritto, né la titolarità di un reddito da parte della prima, ma è necessario dimostrare o che la vittima contribuiva stabilmente ai bisogni dei genitori, ovvero che questi, in futuro, avrebbero verosimilmente e probabilmente avuto bisogno delle sovvenzioni del figlio.

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OTTIENI RISARCIMENTO !! MALASANITA’ !! RISARCIMENTO MALASANITA’ !!! CHIAMA AVVOCATO BOLOGNA

In tema di responsabilità civile, poiché l’omissione di un certo comportamento rileva, quale condizione determinativa del processo causale dell’evento dannoso, soltanto quando si tratti di omissione di condotta imposta da una norma giuridica specifica (omissione specifica), ovvero, in relazione al configurarsi della posizione del soggetto cui si addebita l’omissione, siccome implicante l’esistenza a suo carico di particolari obblighi di prevenzione dell’evento poi verificatosi e, quindi, di un generico dovere di intervento (omissione generica) in funzione dell’impedimento di quell’evento, il giudizio relativo alla sussistenza del nesso causale non può limitarsi alla mera valutazione della materialità fattuale, bensì postula la preventiva individuazione dell’obbligo specifico o generico di tenere la condotta omessa in capo al soggetto; l’individuazione di tale obbligo si connota, pertanto, come preliminare all’apprezzamento di una condotta omissiva sul piano della causalità giuridica, nel senso che, se prima non si individua, in relazione al comportamento che non risulti tenuto, il dovere generico o specifico che lo imponeva, non è possibile apprezzare l’omissione del comportamento sul piano causale.

In tema di responsabilità civile, perché sorga un’obbligazione risarcitoria aquiliana occorre non soltanto un fatto lesivo, retto dalla causalità materiale, ma anche un danno conseguenza di questo, retto dalla causalità giuridica, la cui imputazione presuppone il riscontro di alcuna delle fattispecie normative ex artt. 2043 e segg. c.c., consistenti tutte nella descrizione di un nesso, che leghi storicamente un evento ad una condotta, a cose o ad accadimenti di altra natura, collegati con una particolare relazione al soggetto chiamato a rispondere.

Il risarcimento del danno da fatto illecito può derivare solo da comportamenti ritenuti illeciti e sanzionabili nel momento in cui si pone in essere la condotta, in quanto nessuno può essere assoggettato a sanzione in relazione a comportamenti che la legge non considerava illeciti al tempo in cui il soggetto ha agito. (Principio enunciato con riferimento a condotte poste in essere prima della data di deposito di sentenze della Corte di giustizia CE, che prevedevano un aggravamento della responsabilità rispetto alla disciplina in vigore alla data in cui erano stati posti in essere i comportamenti allegati a fondamento della domanda risarcitoria).

L’affermazione dell’esistenza di un nesso causale tra due fenomeni costituisce sempre il frutto di un’attività di giudizio e valutazione, e non già di semplice percezione di un fatto concreto. Ne consegue che la prova testimoniale non può mai avere ad oggetto l’affermazione o la negazione dell’esistenza del nesso di causalità tra una condotta ed un fatto illecito, ma può solo limitarsi a descrivere i fatti obiettivi, restando poi riservato al giudice stabilire se quei fatti possano essere stati la causa del danno.

In materia di rapporto di causalità nella responsabilità extracontrattuale, in base ai principi di cui agli artt. 40 e 41 c.p., qualora la condotta abbia concorso, insieme a circostanze naturali, alla produzione dell’evento, e ne costituisca un antecedente causale, l’agente deve rispondere per l’intero danno, che altrimenti non si sarebbe verificato. Non sussiste, invece, nessuna responsabilità dell’agente per quei danni che non dipendano dalla sua condotta, che non ne costituisce un antecedente causale, e si sarebbero verificati ugualmente anche senza di essa, né per quelli preesistenti. Anche in queste ultime ipotesi, peraltro, debbono essere addebitati all’agente i maggiori danni, o gli aggravamenti, che siano sopravvenuti per effetto della sua condotta, anche a livello di concausa, e non di causa esclusiva, e non si sarebbero verificati senza di essa, con conseguente responsabilità dell’agente stesso per l’intero danno differenziale.

 

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La tutela del marito Bologna IMOLA nel divorzio e separazione tutela patrimonio personale del marito spiegata da un avvocato matrimonialista di Bologna

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Poiché l’impresa famigliare appartiene solo al suo titolare, mentr ei famigliari partecipanti hanno soltanto il diritto al mantenimento e ad una quota degli utili e degli incrementi ,ne consegue che non è applicabile la disciplina codicistica che regola  lo scioglimento del rapporto societario limitatamente ad un socio , ma sussiste il diritto potestativo spettante al titolare  di recedere  dall’iimpresa famigliare ed eventualmente di determinarne la cessazione

Un bravo avvocato matrimonialista di Bologna può spiegare quali sono le principali differenze tra una separazione e un divorzio e, soprattutto, quali sono le conseguenze che derivano dall’una o dall’altra eventualità dal punto di vista degli effetti sul matrimonio. Per esempio, è opportuno tenere presente che al matrimonio non si pone fine con la separazione, ma solo con il divorzio; la separazione, infatti, si limita a sospendere gli effetti del matrimonio stesso, in attesa che i coniugi scelgano se riconciliarsi o se optare per il divorzio. Nel secondo caso, diventeranno a tutti gli effetti degli ex coniugi.                                                                                                                                       

Come si può scoprire chiedendo una consulenza allo Studio legale dell’Avvocato Sergio Armaroli, dopo la separazione in una coppia vengono meno l’obbligo di fedeltà e i doveri di coabitazione e di assistenza morale reciproca. Nel caso in cui il matrimonio sia stato contratto in regime di comunione dei beni, la stessa viene sciolta; inoltre, si volatilizza il dovere di collaborazione, che è rappresentato dall’obbligo – per tutti e due i coniugi – di contribuire in maniera reciproca alle esigenze organizzative della famiglia e della vita di tutti i giorni.

Divorzio, nessun assegno alla ex moglie se l’ex marito ne ha formato l’intero patrimonio

Cassazione civile , sez. I , 30/08/2019 , n. 21926

Va escluso il diritto ad un assegno di divorzio in caso di formazione dell’intero patrimonio dell’ex moglie da parte dell’ex marito, atteso che il comportamento in corso di matrimonio dell’ex marito ha già dato attuazione ai principi di solidarietà, consentendo alla ex moglie di affrontare la fase successiva allo scioglimento del vincolo in condizioni di assoluta agiatezza, anche compensando il sacrificio delle aspettative professionali della stessa.

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Divorzio: anche la prole ha diritto ad un mantenimento tale da garantire tenore di vita analogo a quello goduto in precedenza

Tribunale , Rieti , 05/08/2019 , n. 622

A seguito della separazione personale tra coniugi, anche la prole ha diritto ad un mantenimento tale da garantire un tenore di vita corrispondente alle risorse economiche della famiglia ed analogo, per quanto possibile, a quello goduto in precedenza, continuando a trovare applicazione l’ art. 147 c.c. che, imponendo il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli, obbliga i genitori a far fronte ad una molteplicità di esigenze, non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma estese all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario e sociale, all’assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione, fin quando l’età dei figli stessi lo richieda, di una stabile organizzazione domestica, idonea a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione. Tale principio è pacificamente estensibile alla cessazione degli effetti del matrimonio concordatario.

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Cosa cambia per l’assistenza materiale

Con l’aiuto di un avvocato matrimonialista di Bologna si può scoprire anche quali sono i cambiamenti che intervengono sotto il profilo dell’assistenza materiale, che consiste – in sostanza – nella necessità di provvedere ai bisogni dell’altro partner nel caso in cui egli non sia in grado di occuparsene in maniera autonoma. Tale obbligo, per altro, in alcune circostanze si mantiene tale anche in seguito a un divorzio, così che un coniuge è tenuto a fornire all’altro un assegno per il suo mantenimento.

Separazione e divorzio: le differenze

Riassumendo, la separazione corrisponde alla sospensione degli effetti del matrimonio, fermo restando che il rapporto matrimoniale non deve essere considerato concluso. La separazione legale può essere di tipo giudiziale o di tipo consensuale: nel primo caso viene ottenuta solo tramite una sentenza del giudice, che si rende necessaria poiché i coniugi non sono in grado di giungere a un accordo comune, mentre nel secondo caso è il frutto di un accordo tra marito e moglie, così che al giudice spetta semplicemente fornire la convalida. Una terza possibilità è rappresentata dalla separazione di fatto, che si concretizza nel momento in cui un coniuge si allontana da casa, o d’accordo con l’altro o di sua volontà. La separazione può essere ritenuta anche una fase di transizione che precede un divorzio definitivo, anche se non per forza: è sempre contemplata, infatti, la possibilità che i coniugi giungano a una riconciliazione.

Il divorzio e gli effetti sul matrimonio

Che si scelga un avvocato matrimonialista di Bologna o di qualsiasi altra città, un divorzio ha degli effetti sul matrimonio ben precisi: il principale è che proprio gli effetti del matrimonio cessano. Al di là del gioco di parole, ciò vuol dire che il matrimonio si scioglie – se si è trattato di un matrimonio celebrato con rito civile – o vede cessare i suoi effetti civili – se si è trattato di un matrimonio celebrato con rito religioso, sia esso cattolico o di un’altra religione riconosciuta a livello statale – e i suoi effetti svaniscono sia sotto il profilo patrimoniale che sotto il profilo personale.

Una volta che il divorzio è diventato effettivo, gli ex coniugi hanno la possibilità di sposarsi di nuovo. Nel caso di nuove nozze, se a favore di uno dei coniugi era stato disposto dal giudice un assegno divorzile, quello che è tenuto a versare i soldi ha la possibilità di chiedere di essere autorizzato a interrompere il versamento in questione. Affinché il divorzio possa essere richiesto e concesso, occorre che siano passati almeno tre anni dalla pronuncia della separazione legale (eccezion fatta per i casi di divorzio breve), che tra marito e moglie sia venuta meno l’affectio coniugalis (cioè la comunione spirituale e morale) e che i due coniugi non vivano più nella stessa abitazione.

Il divorzio, pertanto, è definitivo, a differenza della separazione che è solo temporanea. Lo status di coniuge sparisce con il divorzio, e la donna non ha più il cognome di quello che è diventato ex marito. Il divorzio, infine, rende definitivi i cambiamenti relativi alla situazione patrimoniale dei coniugi innescati dalla separazione.

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  1. Se divorziare un giusto consiglio se una persona mi chiede : come separarsi?

 

  1. La prima cosa è rivolgersi a un avvocato esperto, sposarsi è facile separarsi o divorziare no!!

 

  1. Nella separazione intervengono una serie di problematiche assai complesse come  l’affido dei figli ,l’assegno di mantenimento , la casa coniugale eccecc

Come separarsi divorziare SOLUZIONE? COME?

 

Ora esiste l’istituto dell’affido condiviso ,il quale oramai è la regola, quasi sempre!1

Regola generale resta l’affido condiviso, con disposizioni consensuali o stabilite dal giudice, per garantire la collaborazione tra i genitori sul piano economico e di rapporto. 
E se queste disposizioni non vengono rispettate, la legge, all’art. 2, prevede che il giudice possa cambiarle, nell’interesse del figlio, ed anche che il giudice possa comminare sanzioni a carico del genitore inadempiente

La determinazione dell’assegno di mantenimento sulla base del tenore di vita dei coniugi, tenuto conto delle altre circostanze e dei redditi dell’obbligato, è l’espressione di valori costituzionali contenuti nell’art. 29 Cost., che enuncia il principio dell’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, riferibile anche, secondo la giurisprudenza costituzionale, all’obbligo di consentire al coniuge separato di mantenere lo stesso tenore di vita precedentemente goduto.

La Cassazione, evidenzia, infine la diversità tra assegno di mantenimento nella separazione e assegno divorzile, in quanto collegati a presupposti del tutto distinti, e disciplinati in maniera autonoma dal legislatore.

La separazione personale dei coniugi, a differenza dello scioglimento del matrimonio o della cessazione dei suoi effetti civili non estingue il vincolo coniugale.

non è sufficiente il verificarsi di una variazione delle condizioni patrimoniali dei coniugi (sia in corso di causa – Cass., 22 ottobre 2002, n. 14886; Cass., 22 aprile 1999, n. 4011 – sia nei giudizi di revisione dell’assegno), essendo necessario procedere al rigoroso accertamento dell’incidenza della nuova situazione patrimoniale sul diritto al contributo o sulla sua entità (Cass., 20 giugno 2014, n. 14143; Cass., 15 settembre 2008, n. 236943; Cass., 7 dicembre 2007, n. 25618; Cass., 2 maggio 2007, n. 10133; Cass., 28 agosto 1999, n. 9056; Cass., 28 settembre 1998, n. 8654). Sotto tale profilo, come sopra evidenziato, la Corte territoriale ha posto in evidenza il rilevante divario fra le condizioni patrimoniali e reddituali degli ex coniugi, ponendo in risalto, infine, l’ammissione dello stesso B. di essere “ultracapiente”.

La Suprema Corte ha in più occasioni affermato che, benchè la separazione determini normalmente la cessazione di una serie di benefici e consuetudini di vita e anche il diretto godimento di beni, il tenore di vita goduto in costanza della convivenza va identificato avendo riguardo allo standard di vita reso oggettivamente possibile dal complesso delle risorse economiche dei coniugi, tenendo quindi conto di tutte le potenzialità derivanti dalla titolarità del patrimonio in termini di redditività, di capacità di spesa, di garanzie di elevato benessere e di fondate aspettative per il futuro. Inoltre, al fine della determinazione del “quantum” dell’assegno di mantenimento, la valutazione delle condizioni economiche delle parti non richiede necessariamente l’accertamento dei redditi nel loro esatto ammontare, essendo sufficiente un’attendibile ricostruzione delle complessive situazioni patrimoniali e reddituali dei coniugi (Cass., 22 febbraio 2008, n. 4540; Cass., 7 dicembre 2007, n. 25618; Cass., 12 giugno 2006, n. 13592; Cass., 19 marzo 2002, n. 3974).

 

 

 

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Magari hai davvero bisogno di divorziare, capire come gestire i figli e andare avanti con la tua vita.  Un divorzio non è mai facile, ma se sei davvero insoddisfatta della vita che hai con tuo marito, so tratta di uno stress che vale la pena affrontare per voltare pagina. Anche se non è escluso che le cause della tua infelicità possano essere altre.

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  5. Avvocati Bologna perché rivolgersi all’avvocato Sergio Armaroli?

Tra gli avvocati a Bologna vi sono tre  principali motivi per chiamare lo studio legale avvocato Sergio Armaroli:

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1Diritto di famiglia

Il tuo caso e’ UNICO e come tale va trattato. La specifica formazione nel campo ed il continuo aggiornamento professionale, nonche’ i principi deontologici cui si ispira il mio agire, mi portano a non accentuare la conflittualita’ tra le parti, cercando di preservare il piu’ possibile i legami familiari.. Questo spesso mette d’accordo tutti. Da oltre 20 anni seguo le vicende patologiche legate alla famiglia ed al suo patrimonio: diritti e doveri dei coniugi, separazioni, divorzi, divisioni patrimoniali, decisioni che riguardano i figli e gli incapaci. La materia impone una sensibilità che si acquisisce non solo con lo studio attento delle evoluzioni legislative e giurisprudenziali, ma anche attraverso l’approfondimento di principi di neuroscienza, psicologia, pedagogia, affinché la risposta all’assistito possa essere la più completa possibile.

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Ho seguito divorzi di ogni tipo, a partire dalle coppie con figli che non riescono più a convivere, fino ad arrivare ai casi più complessi di tradimento e di violenza familiare. La fine del rapporto coniugale comporta punti critici che mi trovo spesso ad affrontare, quali ad esempio l’affidamento dei figli e le questioni patrimoniali. Fornisco sia assistenza per il divorzio congiunto che giudiziale, qualora non si riuscisse ad ottenere un accordo condiviso.

Il diritto di famiglia è la mia principale area di attività e di specializzazione. Offro assistenza qualificata nella gestione di tutte le vicende connesse alla crisi familiare, dalla regolamentazione – congiunta o contenziosa – dei rapporti patrimoniali tra le parti, all’individuazione e pianificazione del miglior regime di affidamento e collocamento dei figli, a tutela del principio di bigenitorialità e del superiore interesse dei minori.

Separazione

Nella gestione del conflitto familiare, offro al cliente un’assistenza specializzata e personalizzata per quando riguarda diritti e doveri dei coniugi, questioni patrimoniali e affidamento dei minori, attraverso la realizzazione di accordi di separazione consensuale (anche mediante negoziazione assistita) o, in caso di forte conflittualità tra le parti, in via contenziosa. Mi occupo anche di procedimenti di modifica degli accordi di separazione e dei provvedimenti assunti in via giudiziale sul punto. Nella gestione del conflitto familiare, offro al cliente un’assistenza specializzata e personalizzata per quando riguarda diritti e doveri dei coniugi, questioni patrimoniali e affidamento dei minori, attraverso la realizzazione di accordi di separazione consensuale (anche mediante negoziazione assistita) o, in caso di forte conflittualità tra le parti, in via contenziosa.

La separazione tra i coniugi, infatti, è quasi sempre difficile da accettare, un momento di vita complicato scandito da fasi precise che vanno dalla negoziazione iniziale all’accettazione finale. In ragione di ciò, fornisco sempre la mia assistenza e consulenza nella definizione di tutte le problematiche economiche e personali che possano emergere: da una eventuale richiesta di assegno di mantenimento, a conflitti tra i coniugi sui diritti di visita e sull’affidamento del minore.

Seguo procedimenti di modifica degli accordi di separazione e dei provvedimenti assunti in via giudiziale sul punto. La separazione e’ un passaggio doloroso nella vita delle persone. Per questo e’ necessario accompagnarle con tatto, ma con fermezza, nel fare delle scelte lungimiranti e non dettate dall’emotivita’ che il momento porta con se. Oltre a chiarire sin da subito quali sono gli aspetti importanti che vanno individuati (affidamento e mantenimento dei minori, destinazione della casa familiare, eventuale sostentamento per il coniuge ‘debole’), va verificata, preliminarmente, la possibilita’ di una definizione consensuale della vicenda. Questo consente di preservare i rapporti familiari e di attenuarne, in parte, le conseguenze traumatiche. Quando la crisi coniugale diviene irreparabile, la separazione rappresenta un passaggio necessario ma estremamente delicato e complesso.

Divorzio

Seguo i clienti già separati in tutto l’iter che li porta alla definitiva conclusione dell’esperienza matrimoniale, attraverso la regolamentazione – congiunta o contenziosa – degli assetti patrimoniali tra ex coniugi e nella gestione organizzativa ed economica dei figli. Un particolare focus è rivolto alla tutela e alla salvaguardia di entrambe le figure genitoriali nei confronti dei minori, al fine di contenere i rischi connessi al trauma derivante dalla disgregazione del nucleo familiare.

Divorzio

Il divorzio e’ una fase successiva alla separazione, non necessaria, ma eventuale, che recide definitivamente il vincolo coniugale, restituendo lo stato anagrafico di ‘libero’. Dal 2015 e’ stato introdotto il ‘divorzio breve’. Si puo’ quindi ottenere la pronuncia dopo soli sei mesi dalla separazione consensuale o 1 anno dalla giudiziale. Con l’istituto della NEGOZIAZIONE ASSISTITA, utilizzabile anche per la separazione, e’ inoltre possibile non recarsi piu’ in Tribunale, ma firmare un accordo presso lo studio degli avvocati, con la medesima efficacia legale.

Ho seguito separazioni e divorzi di ogni tipo, a partire dalle coppie con figli che non riescono più a convivere, fino ad arrivare ai casi più complessi di tradimento e di violenza familiare. La terminazione del rapporto coniugale comporta punti critici che mi trovo spesso ad affrontare, quali ad esempio l’affidamento e le questioni patrimoniali. Fornisco assistenza per separazioni oltre che per il divorzio congiunto o giudiziale, qualora non si riuscisse ad ottenere un accordo condiviso.

Unioni civili

Nell’ambito del mio lavoro, ho spesso affrontato questioni legate alle unioni civili. In applicazione della legge, ho prestato assistenza legale a coppie dello stesso sesso interessate a stipulare le unioni civili e alle coppie conviventi, a prescindere dal sesso dei loro componenti, di regolare formalmente la loro convivenza da un punto di vista economico

La separazione legale può essere

– consensuale, quando vi è accordo tra i coniugi sulla separazione e su tutte le condizioni di essa

– giudiziale, quando vi è disaccordo dei coniugi sulla decisione di separarsi o sul regolamento dei loro rapporti personali e patrimoniali 

Lo studio legale dell’avvocato SERGIO ARMAROLI è un punto di riferimento per il settore legale, specialmente in ambito civile.

L’avvocato Sergio Armaroli infatti si occupa infatti, di diritto di famiglia, dai divorzi alle separazioni, dall’affidamento dei minori al riconoscimento di paternità. Lo studio, inoltre, interviene nei casi di successione e in quelli di tutela dei diritti del cittadino.

COSA OCCORRE PER UNA SEPARAZIONE CONSENSUALE?

occorre che i coniugi raggiungano un accordo sui seguenti aspetti principali:

  1. a) entrambi i coniugi devono essere d’accordo sulla decisione di separarsi 
    b) i coniugi devono essere d’accordo sul regime e sulle modalità di affidamento dei figli 
    c) i coniugi devono essere d’accordo sull’ammontare del contributo economico che il coniuge non convivente con i figli dovrà versare all’altro per il mantenimento di questi ultimi 
    d) deve esservi accordo dei coniugi sull’assegnazione della casa familiare, normalmente in favore del coniuge convivente con i figli minori, o su altra soluzione relativa alla casa familiare, come per esempio la vendita dell’immobile 
    e) i coniugi devono essere d’accordo sull’eventuale assegno di mantenimento che dovrà essere versato in favore del coniuge sprovvisto di adeguati redditi propri, salva naturalmente la possibilità di concordare che ciascuno dei coniugi provvederà da sé al proprio mantenimento 

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Separazione consensuale

I vantaggi di una separazione consensuale sono evidenti:

tempi ridotti

costi ridotti ,

non fa litigare e ha costi molto contenuti rispetto a una giudiziale . Anche per questa ragione la separazione consensuale è la più richiesta e puo’ essere seguita da un unico avvocato, annzi normalmete vi è un unico avvcoato per la

Separazione consensuale a meno che non si arrivi a una separazione consensuale dopo aver fatto ricorso per giudiziale CASTEL SAN PIETRO TERME MEDICINA SAN GIOVANNI IN PERSICETO SEPARAZIONE MATRIMONIALISTA BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO

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Separazione consensuale quali  tempi per essere separati?

Separazione consensuale: cos’è e come funziona

La separazione consensuale è una procedura attraverso la quale due coniugi possono liberamente decidere, di comune accordo, lo scioglimento legale del matrimonio e concordare le condizioni della separazione.

I tempi per una separazione consensuale sono tutto sommato brevi. Si parla di alcuni mesi, tutto sommato un tempo ragionevole

Separazione consensuale senza figli piu’ semplice e meno litigiosa

La separazione consensuale senza figli è una procedura ancora più semplice perché non bisogna discutere e definire tutte le parti relative all’affidamento della prole. Pertanto gli accordi presi devono riguardare unicamente i coniugi e il Giudice non ha quindi l’onere di dover tutelare l’interesse dei figli sopra ogni cosa, per il resto l’iter è identico a quello seguito dalle coppie sposate con figli.La differenza è che il giudice non deve provvedere  sul mantenimento e affido figli.

Ricorso separazione consensuale

Ricorso per separazione consensuale Ex art. 158 Cod.Civ. e 711 C.P.C.

Il ricorso per la separazione consensuale dei coniugi va presentato consegnando il modulo apposito presso la cancelleria del Tribunale. L’accordo di separazione consensuale dei coniugi viene consacrato in un ricorso (chiamato ricorso per separazione consensuale), all’interno del quale debbono essere indicate le condizioni alle quali i coniugi intendono separarsi. Ci riferiamo in particolare all’accordo sull’assegnazione della casa coniugale, sull’affidamento dei figli, sul mantenimento e sulle modalità di frequentazione degli stessi, sulla somma periodica da corrispondere eventualmente al coniuge più debole

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Costi e tempi e procedura

La separazione giudiziale ha dei costi più elevati della separazione consensuale.

Questo perché nella separazione giudiziale i coniugi devono avere ciascuno un avvocato e il procedura della separazione si può protrarre anche oltre i 3 anni ee il calcolo degli onorari degli avvocati ,che devono essere due puo’ essere molto salato .

La separazione giudiziale avviene quando no nsi trov al’accordo sulla consensuale e i tempi e i costi sono molto lunghi

Serve anche per richiedere l’addebito al coniuge della separazione

 

 

PER QUALI MOTIVI IL GIUDICE PUÒ PRONUNCIARE L’ADDEBITO DELLA SEPARAZIONE?

L’addebito può essere pronunciato nei confronti del coniuge che ha violato i doveri di lealtà, fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione nei confronti dell’altro, sempre che tali violazioni siano causa del fallimento dell’unione matrimoniale

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Separazione consensuale con figli minori

 

 

Il genitore non affidatario, o presso il quale la prole non sia stata prevalentemente collocata, è tenuto a versare un assegno di mantenimento per la prole. Anche in caso di affidamento condiviso e parità nei tempi di permanenza, potrà essere disposto un contributo perequativo nell’ipotesi in cui sia necessario uniformare la capacità di mantenimento dei genitori (ad esempio quando vi sia una sensibile sproporzione tra i redditi di questi ultimi).

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Separazione ,voglio separarmi ma mio marito non vuole

 

 

Se ci si vuole separare ma non si trova un accordo i coniugi , possono ricorrere all’istituto giudico della separazione giudiziale.

Chiaramente la separazione giudiziale può essere richiesta anche da uno solo dei due coniugi.

In caso di separazione giudiziale è anche possibile richiedere l’addebito, cioè l’accertamento da parte del Tribunale che uno dei coniugi abbia violato gli obblighi che discendono dal matrimonio (fedeltà, coabitazione, cura della prole, etc.) e che la causa della cessazione del matrimonio sia da imputarsi alla predetta violazione.

Le conseguenze del riconoscimento dell’addebito a carico di uno dei coniugi comportano che quest’ultimo non abbia diritto ad ottenere l’assegno di mantenimento e non possa godere della maggior parte dei diritti ereditari.

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COMUNIONE DEI BENE TRA I CONIUGI AFFIDO FIGLI SEPARAZIONE DIVORZIO COME? SOLUZIONI?

Ai sensi dell’articolo 177 del Codice civile, costituiscono oggetto della comunione legale, principalmente:

  • gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali;
  • i proventi dell’attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati.

Secondo l’articolo 179 del Codice civile, invece, non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge:

  • i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento;
  • i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione;
  • i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge e i loro accessori;
  • i beni che servono all’esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di un’azienda facente parte della comunione;
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;

i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purché ciò sia espressamente dichiarato all’atto dell’acquis

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Diritto civile

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, tuteliamo i nostri assistiti nell’ambito delle materie civilistiche nel modo più adeguato possibile con elevata professionalità, fornendo tutti gli strumenti per scegliere consapevolmente la linea difensiva più idonea a tutela dei loro diritti. In seguito ad una consulenza legale forniamo indicazioni scritte circa la gestione della pratica, in particolar modo riguardo a tempi, costi, benefici, pro e contro della questione giuridica da risolvere al fine di mantenere sempre un rapporto corretto e trasparente con i nostri assistiti.

Mi occupo di contratti, assistenza stragiudiziale alle imprese, recupero credito, e risarcimenti danni. Il background da processualista ho svolto ampia attività procuratoria e difensiva presso i Tribunali e le Corti d’Appello) mi consente di redigere con lungimiranza i contratti, dandovi i un contenuto idoneo a tutelare al massimo le parti, prevenendo liti giudiziarie attraverso una rI contratti dei quali mi sono maggiormente occupata sono quelli di agenzia.

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Mi rende forte la pluriennale esperienza maturata , prima attraverso il lavoro svolto in anni di attivita’  poi attraverso il lavoro svolto individualmente, basato su continui aggiornamenti dell’evolversi della Giurisprudenza e della dottrina.

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Mi rende forte la sensibilità e l’interesse per la materia, accompagnato dallo studio approfondito del caso, filtrato dal costante aggiornamento del trend giurisprudenziale. Ho sempre seguito con interesse le problematiche afferenti il diritto di famiglia, dalla regolamentazione delle condizioni per l’affidamento e il mantenimento di minori, figli naturali, alle separazioni ( consensuali e giudiziali), ai divorzi: circa questi ultimi sono sempre riuscita a trovare con la controparte un accordo per divorzio congiunto.

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Posso offrire la stessa descrizione data per il Diritto di famiglia. Aggiungo che ho seguito- e seguo tuttora- sia separazioni consensuali sia separazioni giudiziali. Prima tuttavia di promuovere procedura per separazione giudiziale mi adopero per raggiungere un accordo per la separazione consensuale, soprattutto ove vi siano figli minori. Ciò innanzitutto per minimizzare il trauma della separazione ( che le lungaggini processuali acuiscono e non ne facilitano l’elaborazione), nonchè per evitare l’esposizione a spese legali, rese più elevate dalla pendenza di una causa di separazione giudiziale.

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Si occupa in prevalenza di separazioni, divorzi, unioni civili, potestà genitoriale, eredità e successioni, divisioni ereditarie.

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Malasanità e responsabilità medica

Presto assistenza giudiziale e stragiudiziale nel settore del contenzioso derivante da responsabilità professionale sia del medico ospedaliero che privato. L’esperienza decennale consolidata nell’ambito della responsabilità civile in difesa del mi ha consentito di acquisire le conoscenze necessarie per la gestione del contenzioso in questo ambito. Mi occupo anche di diritto immobiliare prestando consulenza ed assistenza nelle operazioni di compravendita, trasferimento diritti reali, e controversie collegate alla materia. settore del contenzioso derivante da responsabilità professionale del medico. Ho approfondito la materia con particolare riferimento agli specializzati in chirurgia plastica odontoiatria e otorinolaringoiatria. L’esperienza decennale consolidata collaborando con studi legali impegnati nell’ambito della responsabilità civile in difesa del paziente e delle compagnie assicurative mi ha consentito di appassionarmi alla materia ed acquisire le conoscenze necessarie per questo ambito particolarmente delicato.

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Diritto assicurativo

Esperto  danno non patrimoniale di natura biologica senza necessità di accertamento medico-legale. Da allora, collabora quale fiduciario di varie agenzie assicurative per la tutela dei loro clienti/assicurati patrocinandoli nelle vertenze risarcitorie contro le Compagnie d’assicurazione.

 Lo spiccato senso pratico nello svolgimento degli incarichi affidati, consente di suggerire e consigliare la strategia migliore e più efficace nel raggiungere il risultato migliore per il cliente. Concretezza e professionalità unitamente all’esperienza maturata nel campo, sono i punti di forza che i clienti riconoscono nel lavoro svolto.

Diritto civile codice civile avvocato civilista Bologna

La consulenza e l’assistenza dell’avvocato Sergio Armaroli Bologna  nella redazione di contratti e nella risoluzione di controversie in ogni settore del diritto civile è da sempre una delle mie attività principali sin dall’apertura del mio Studio Legale avvocato Sergio Armaroli Bologna . l’avvocato Sergio Armaroli Bologna svolge attività di contenzioso (giudiziale ed arbitrale) e, inoltre, attività d’assistenza legale stragiudiziale in tutti i settori del diritto civile e, segnatamente, nei campi della contrattualistica civile e commerciale, delle obbligazioni, dei diritti reali, delle successioni, nonché della responsabilità civile da inadempimento contrattuale e della responsabilità extracontrattuale da fatto illecito.

Mi occupo di contratti, assistenza stragiudiziale alle imprese, recupero credito, condomini e risarcimenti danni. Lo spiccato senso pratico nello svolgimento degli incarichi affidati, consente di suggerire e consigliare la strategia migliore e più efficace nel raggiungere il risultato migliore per il cliente. Concretezza e professionalità unitamente all’esperienza maturata nel campo, sono i punti di forza che i clienti riconoscono nel lavoro svolto. Continui aggiornamenti e determinazione fanno del settore civile il mio punto di forza.

Il tutto, con la massima attenzione per i particolari, giacché la differenza tra la vittoria e la sconfitta sta, molto spesso, nei dettagli.

Diritto assicurativo

Incidenti stradali

Una mia formazione ventennale in ambito assicurativo, mi hanno fornito un background tale da conferirmi una cognizione di estremo livello soprattutto nella gestione dei sinistri ad “indennizzo
Diritto civile

Esperienza in particolare nelle seguenti aree e materie: contrattualistica privata; risarcimento del danno (sinistri stradali ed altro); accordi di negoziazione assistita (anche in materia di famiglia: separazioni e divorzi); recupero credito; transazioni; amministrazioni di sostegno; condominio; altro.

Contratti

Esperienza nell’ambito della contrattualistica privata (immobiliare: preliminari di acquisto, vendite e locazioni; appalto; transazioni; etc.)

Diritto immobiliare

Esperienza nell’ambito della contrattualistica privata (immobiliare: preliminari di acquisto, vendite e locazioni); collaborazione con numerose agenzie immobiliari.

BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO DIVORZIO BOLOGNA: studio legale bologna avvocato a bologna elenco avvocati bologna avvocati penalisti bologna avvocati di bologna recupero crediti avvocato divorzista bologna avvocati matrimonialisti bologna avvocati divorzisti bologna studio legale studio legale a bologna avvocati online studio legale bologna avvocato matrimonialista bologna consulenza legale lista avvocati bologna consulenza legale online avvocato del lavoro bologna risarcimento danni divorzio consensuale avvocati bologna bologna avvocati elehttps://avvocatiabologna.it/wp-admin/user-new.phpnco avvocati di bologna

L’avvocato Sergio Armaroli si trova a Bologna la propria attività sul diritto civile e su tutte le discipline a questo connesse. 

Aver approfondito con massima attenzione il diritto civile permette all’avvocato Sergio Armaroli di Bologna un livello di competenza tale che puo’ gestire questioni anche assai complesse come liti ereditarie, divisioni ptrimoni, divorzi ove si discute di ingenti patrimoni grazie ad una conoscenza degli aspetti sostanziali e processuali del diritto civile .

Nella gestione delle pratiche viene data particolare attenzione alle esigenze degli assistiti, garantendo tempi di risposta rapidi, il contatto costante con il professionista e la valutazione preliminare delle conseguenze economiche delle scelte rilevanti.

La determinazione del compenso professionale è effettuata in base ai vigenti parametri di cui al Decreto Ministeriale n. 55/2014.

ASSISTENZA E CONSULENZA LEGALENEI seguenti ambiti:

risarcimento danni da responsabilità civile, contrattuale ed extra-contrattuale (ivi comprese la responsabilità da incidenti stradali e la responsabilità medica o professionale);

Al fine di soddisfare gli interessi dei nostri clienti, cerchiamo sempre di fornire la nostra assistenza per via stragiudiziale, facilitando una risoluzione positiva, veloce e meno onerosa di controversie, contenziosi e accordi di qualsiasi natura. sia coinvolto in una controversia promossa da parte di un altro soggetto (ad es. abbia ricevuto una richiesta di pagamento, una diffida, una pretesa risarcitoria, ecc.);

 

 

Avvocato civilista Bologna offre assistenza a chi intenda aprire una vertenza con la controparte (ad es. per denunciare un inadempimento a obbligazioni contrattuali, intimare la risoluzione del contratto, pretendere il pagamento di un credito o il risarcimento di un danno, reclamare un diritto, ecc.);

nel caso in cui il cliente debba stipulare un contratto o comunque un accordo con la controparte;

 

nel caso in cui il cliente venga chiamato dalla controparte a intervenire in un procedimento come ad esempio la negoziazione assistita o la mediazione civile-commerciale, o debba promuoverlo preventivamente rispetto all’azione giudiziale (perché, in certe materie, costituisce condizione di procedibilità).

 

 

Qualora invece si renda necessario procedere in tribunale per via giudiziale, i nostri avvocati penalisti e civilisti forniscono assistenza legale in tutte le fasi del processo e per ogni grado di giudizio.

Negoziazione e redazione di contratti d’impresa

lo Studio assiste i clienti nella negoziazione e redazione di contratti d’impresa e della distribuzione commerciale, in materia di: fornitura, vendita, agenzia e distribuzione, licensing, outsourcing, cooperazione, sub-fornitura ed altre forme di collaborazione tra imprese, tenendo presenti le normative del diritto internazionale privato e dei  sistemi giuridici stranieri, le normative europee ed internazionali  rilevanti per gli accordi commerciali cross-border.

L’assistenza e consulenza in materia societaria include la realizzazione ed implementazione di modelli organizzativi ex DLgs 231/2001 e la compliance aziendale.

Diritto immobiliare

Da oltre 25 anni avvocato civilista bologna lo Studio fornisce consulenza e assistenza in materia immobiliare ai propri clienti, sugli aspetti legali dell’acquisto, conservazione, recupero, ristrutturazione e vendita di ville di prestigio, coloniche e casali di campagna, aziende vitivinicole e immobili in città. Il pacchetto di prestazioni offerto  comincia con la due diligence iniziale, l’offerta di acquisto, la negoziazione e definizione delle clausole contrattuali, l’assistenza in sede di stipula e delle successive attività di conservazione, recupero, restauro o ristrutturazione degli edifici. Ci occupiamo anche della successiva gestione degli immobili (gestione dei contratti di locazione, rapporti con amministratori di condominio, controversie con i confinanti, etc.)

diritto immobiliare e tutela dei diritti reali; DIRITTI REALI

Lo Studio si dedica da molto tempo alla difesa della proprietà e di tutti gli altri diritti reali (uso, usufrutto, abitazione, servitù, superficie ed enfiteusi) così come disciplinati dal libro terzo del codice civile, oltre che alla difesa del possesso.

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Professionalità, competenza, serietà, discrezione e puntualità, questi i tratti distintivi dello studio legale Sergio Armaroli a Bologna, per per un’assistenza legale aggiornata e tempestiva.

BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO DIVORZIO BOLOGNA: studio legale bologna avvocato a bologna elenco avvocati bologna avvocati penalisti bologna avvocati di bologna recupero crediti avvocato divorzista bologna avvocati matrimonialisti bologna avvocati divorzisti bologna studio legale studio legale a bologna avvocati online studio legale bologna avvocato matrimonialista bologna consulenza legale lista avvocati bologna consulenza legale online avvocato del lavoro bologna risarcimento danni divorzio consensuale avvocati bologna bologna avvocati elenco avvocati di bolognaLo studio offre tutela legale anche in tanti altri ambiti. nel campo:

– delle obbligazioni (recupero crediti, contrattualistica)

– della responsabilità civile, ivi compresa l’infortunistica stradale

– delle controversie in materia di e-web

– del diritto del lavoro, patrocinando sia lavoratori che datori di lavoro nella fase del tentativo di conciliazione ed in quella giudiziale vera e propria

– della locazione

– della la contrattualistica

– della materia successoria.

 

Mi occupo  delle principali materie del diritto sostanziale civile (delle persone, delle famiglia e delle successioni, della proprietà, delle società, delle imprese e del lavoro, delle obbligazioni e dei contratti e delle esecuzioni). L’attività si concentra nella consulenza, redazione di pareri, redazione contratti, assistenza stragiudiziale e difesa in procedimenti civili.

 

In particolare, in ambito processuale, l’Avv. Sergio Armaroli si occupa prevalentemente delle seguenti discipline:

 

Bologna avvocato civilista successioni

 

Bologna avvocato civilista diritto di famiglia

 

Bologna avvocato civilista diritto immobiliare

assistenza legale responsabilità

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Avvocati Calcara

Avvocati Calderara Di Reno

Avvocati Camugnano

Avvocati Casalacchio Di Reno

Avvocati Casalecchio Di Reno

Avvocati Casalfiumanese

Avvocati Castel Guelfo

Avvocati Castel Maggiore

Avvocati Castel S. Pietro

Avvocati Castel S. Pietro Terme

Avvocati Castel San Pietro

Avvocati Castel San Pietro T.

Avvocati Castel San Pietro Terme

Avvocati Castello D’ Argile

Avvocati Castello D’argile

Avvocati Castello Di Serravalle

Avvocati Castelmaggiore

Avvocati Castenaso

Avvocati Castiglione Dei Pepoli

Avvocati Cento

Avvocati Ceretolo (casalecchio)

Avvocati Crespellano

Avvocati Crevalcore

Avvocati Crevalcore – Bevilacqua

Avvocati De Fabbri – Minerbio

Avvocati Dei Pepoli – Lagaro

Avvocati Dozza

Avvocati Ferrara

Avvocati Funo – Argelato

Avvocati Funo Di Argelato

Avvocati Galliera

Avvocati Granarolo Dell’ Emilia

Avvocati Granarolo Dell’emilia

Avvocati Granarolo Emilia

Avvocati Grizzana Morandi

Avvocati Imola

Avvocati Loiano

Avvocati Malalbergo

Avvocati Marzabotto

Avvocati Medicina

Avvocati Minerbio

Avvocati Modena

Avvocati Molinella

Avvocati Molinella – Loc Alberino

Avvocati Molinella Loc. Alberino

Avvocati Monte San Pietro

Avvocati Monterenzio

Avvocati Monteveglio

Avvocati Osteria Grande

Avvocati Ozzano Dell’emilia

Avvocati Ozzano Emilia

Avvocati Pian Del Voglio

Avvocati Pian Di Macina

Avvocati Pianoro

Avvocati Pianoro Loc. Rastignano

Avvocati Pianoro Vecchio

Avvocati Pieve Di Cento

Avvocati Porretta Terme

Avvocati Rastignano

Avvocati Rastignano – Pianoro

Avvocati Rastignano (pianoro)

Avvocati Rastignano Di Pianoro

Avvocati Reggio Emilia

Avvocati Riale Di Zola Predosa

Avvocati S. Agata Bolognese

Avvocati S. Giorgio Di Piano

Avvocati S. Giovanni In Persiceto

Avvocati S. Lazzaro Di Savena

Avvocati S. Pietro In Casale

Avvocati S.giorgio Di Piano

Avvocati S.lazzaro Di Savena

Avvocati Sala Bolognese

Avvocati San Giorgio Di Piano

Avvocati San Giovanni In Persiceto

Avvocati San Lazzaro Di Savena

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Avvocati San Pietro In Casale

Avvocati Sant’agata Bolognese

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Avvocati Urbino

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Avvocati Villanova Di Castenaso

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