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SEPARAZIONI E DIVORZI: OBBLIGO DI MANTENERE I FIGLI – AVVOCATO SERGIO ARMAROLI BOLOGNA
Quando una coppia entra in crisi e si arriva alla separazione o al divorzio, uno degli aspetti più delicati riguarda inevitabilmente i figli: chi deve mantenerli? Quanto deve essere versato? Come viene calcolato l’assegno di mantenimento? Quali spese sono comprese? Cosa succede se uno dei genitori non paga?
La fine della relazione tra i genitori non determina la cessazione dei loro doveri verso i figli.
Il principio fondamentale è chiaro: entrambi i genitori hanno l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, contribuendo alle loro necessità in proporzione alle rispettive capacità economiche.
Per chi affronta una separazione o un divorzio a Bologna, comprendere come viene determinato il mantenimento dei figli è essenziale sia per tutelare la prole sia per evitare accordi economicamente insostenibili o un contenzioso destinato a protrarsi nel tempo.
L’Avvocato Sergio Armaroli a Bologna assiste nei procedimenti di separazione e divorzio, con particolare attenzione alle questioni riguardanti affidamento dei figli, assegno di mantenimento, spese straordinarie, casa familiare, revisione del mantenimento e tutela patrimoniale dei coniugi.
Separazione e divorzio: i figli devono essere mantenuti da entrambi i genitori
Uno degli errori più frequenti è pensare che, dopo la separazione, l’obbligo economico gravi automaticamente sul genitore che non vive prevalentemente con i figli.
La questione è più articolata.
Il principio della responsabilità di entrambi i genitori comporta che ciascuno debba partecipare al mantenimento dei figli sulla base delle proprie capacità economiche.
Il mantenimento non deve quindi essere interpretato semplicemente come una somma che un genitore versa all’altro.
Si tratta del sistema attraverso il quale deve essere garantito ai figli quanto necessario per la loro crescita e formazione, tenendo conto delle condizioni economiche della famiglia e delle concrete esigenze della prole.
Cosa prevede l’art.
337-ter
Codice civile?
L’art. 337-ter c.c. costituisce uno dei principali riferimenti normativi in materia.
La norma stabilisce, in particolare, che ciascun genitore provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito.
Quando necessario, il giudice può stabilire la corresponsione di un assegno periodico di mantenimento.
Per determinarne l’importo devono essere considerate diverse circostanze, tra cui:
- le attuali esigenze del figlio;
- il tenore di vita goduto dal figlio durante la convivenza con entrambi i genitori;
- i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
- le risorse economiche di entrambi;
- il valore economico dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.
Non esiste pertanto una cifra valida per tutte le famiglie.
Come si calcola l’assegno di mantenimento dei figli?
È una delle domande più frequenti rivolte a un avvocato per separazione e mantenimento figli a Bologna.
Non esiste una formula matematica universale che permetta di stabilire automaticamente l’importo.
Occorre ricostruire la situazione concreta della famiglia.
Il giudice deve valutare non soltanto lo stipendio indicato nella busta paga, ma più complessivamente le condizioni economiche delle parti e le necessità dei figli.
Possono assumere rilievo, a seconda del caso:
- redditi da lavoro dipendente;
- redditi professionali;
- redditi d’impresa;
- pensioni;
- proprietà immobiliari;
- canoni di locazione;
- disponibilità finanziarie;
- partecipazioni societarie;
- capacità economica complessiva;
- spese effettivamente sostenute;
- eventuali altri figli da mantenere.
L’obiettivo non è dividere necessariamente ogni costo al 50%, ma stabilire una contribuzione rispettosa del principio di proporzionalità.
Affidamento condiviso significa mantenimento al 50%?
Non necessariamente.
Questo punto genera numerose incomprensioni.
L’affidamento condiviso dei figli riguarda principalmente l’esercizio della responsabilità genitoriale e non significa automaticamente che ogni spesa debba essere suddivisa in parti perfettamente uguali.
Due genitori possono avere l’affidamento condiviso e, contemporaneamente, uno di essi può essere tenuto a versare all’altro un assegno periodico.
Se, ad esempio, esiste una significativa differenza reddituale oppure i figli trascorrono periodi sensibilmente diversi presso i due genitori, il contributo economico può essere modulato di conseguenza.
Per questo motivo, in una separazione con figli a Bologna, affidamento e mantenimento devono essere analizzati come questioni strettamente collegate ma giuridicamente distinte.
Mantenimento diretto dei figli: quando è possibile?
In determinate situazioni i genitori possono sostenere direttamente alcune spese dei figli.
Il cosiddetto mantenimento diretto può risultare maggiormente praticabile quando esiste un’effettiva organizzazione equilibrata dei tempi di permanenza e delle spese.
Non significa, tuttavia, che il mantenimento diretto debba essere automaticamente disposto ogni volta che i genitori chiedono tempi paritari.
Devono essere valutate le condizioni concrete della famiglia.
Una forte disparità economica tra i genitori può, ad esempio, rendere necessario un meccanismo perequativo anche quando i tempi di permanenza sono relativamente equilibrati.
Cosa comprende l’assegno di mantenimento?
Altro tema particolarmente importante riguarda la distinzione tra spese ordinarie e spese straordinarie dei figli.
L’assegno periodico serve normalmente a contribuire alle esigenze ordinarie e prevedibili della prole.
Rientrano generalmente nella gestione quotidiana tutte quelle spese che presentano carattere ricorrente e possono essere considerate nell’organizzazione ordinaria della vita del figlio.
Diversa è la questione delle spese straordinarie.
Spese straordinarie dei figli dopo la separazione
Le spese straordinarie per i figli rappresentano una delle principali cause di conflitto tra genitori separati.
Possono riguardare, a seconda della loro natura e delle regole applicabili al caso concreto:
- determinate spese mediche;
- cure specialistiche;
- spese odontoiatriche;
- occhiali;
- determinate spese scolastiche;
- corsi e attività extrascolastiche;
- attività sportive;
- viaggi di istruzione;
- università;
- altre esigenze non riconducibili alle normali spese quotidiane.
È fondamentale verificare anche quali spese richiedano il preventivo accordo dei genitori e quali possano essere sostenute senza preventiva concertazione, sulla base del titolo giudiziale, degli accordi intervenuti e delle regole concretamente applicabili.
Un accordo di separazione formulato in maniera precisa può prevenire numerosi conflitti successivi.
Le spese straordinarie devono essere sempre divise al 50%?
No.
Anche questo è un equivoco molto diffuso.
La ripartizione in misura del 50% per ciascun genitore è frequente, ma non costituisce una regola necessariamente applicabile a qualsiasi situazione.
Quando le capacità reddituali sono molto differenti, può essere opportuno stabilire percentuali diverse.
Ad esempio, in presenza dei relativi presupposti, le spese potrebbero essere ripartite secondo percentuali differenti in modo da rispettare il principio di proporzionalità.
La soluzione deve essere costruita sulla situazione patrimoniale e reddituale concreta.
Il mantenimento deve garantire soltanto le necessità essenziali?
No.
Il mantenimento dei figli non può essere ridotto esclusivamente a vitto, alloggio e abbigliamento indispensabile.
Le esigenze della prole devono essere considerate nel loro complesso.
Possono quindi assumere rilevanza istruzione, formazione, salute, attività sportive, socialità e più in generale tutte le esigenze compatibili con l’età, il percorso di crescita e le condizioni economiche della famiglia.
Per questo motivo il calcolo dell’assegno di mantenimento dei figli richiede un’analisi concreta e non può essere affrontato mediante semplici automatismi.
Differenza di reddito tra marito e moglie: cosa succede?
Una marcata differenza economica tra i genitori costituisce un elemento importante.
Supponiamo che uno dei due disponga di un reddito sensibilmente superiore.
Una suddivisione rigidamente paritaria delle spese potrebbe risultare incompatibile con il criterio della proporzionalità.
In una separazione con figli, pertanto, è necessario ricostruire attentamente le rispettive condizioni economiche.
Ciò vale anche quando uno dei genitori sia un libero professionista, imprenditore o titolare di redditi variabili.
Il giudice può verificare la reale situazione economica dei genitori?
Nel contenzioso familiare la rappresentazione delle condizioni economiche delle parti assume un’importanza fondamentale.
Quando emergono contestazioni sulla reale capacità reddituale o patrimoniale, la questione può diventare centrale nel procedimento.
Per questo, prima di affrontare una separazione giudiziale con figli, è importante predisporre in maniera accurata la documentazione economica e individuare eventuali elementi che possano dimostrare una capacità contributiva differente da quella prospettata dalla controparte.
Casa familiare e mantenimento dei figli
La questione economica può intrecciarsi con quella relativa all’assegnazione della casa familiare.
La disciplina della casa familiare è collegata prioritariamente alla tutela dell’interesse dei figli e alla conservazione, per quanto possibile, del loro habitat domestico.
L’assegnazione dell’immobile non deve essere confusa con il trasferimento della proprietà.
Il proprietario dell’immobile non perde automaticamente la titolarità del bene perché la casa viene assegnata all’altro genitore.
Tuttavia, le conseguenze economiche complessive della separazione richiedono un’analisi coordinata di:
casa familiare, mutuo, mantenimento dei figli, spese dell’immobile e condizioni patrimoniali dei genitori.
Mutuo della casa e assegno di mantenimento
La presenza di un mutuo costituisce un altro elemento frequente nelle separazioni.
Chi deve continuare a pagarlo?
La risposta dipende dalla titolarità dell’immobile, dal contratto di finanziamento, dagli eventuali accordi tra le parti e dai provvedimenti adottati nell’ambito della crisi familiare.
È importante distinguere l’obbligazione verso la banca dai rapporti economici interni tra i coniugi.
La separazione, infatti, non modifica automaticamente gli obblighi assunti nei confronti dell’istituto finanziatore.
Fino a quando bisogna mantenere i figli?
Il compimento dei 18 anni non determina automaticamente la cessazione dell’obbligo di mantenimento.
Questo è uno dei principi più importanti da conoscere.
Il mantenimento può proseguire anche in favore del figlio maggiorenne che non abbia ancora raggiunto l’indipendenza economica, ma la questione deve essere valutata concretamente considerando età, percorso formativo, impegno nella ricerca di un’occupazione, condizioni del mercato del lavoro e complessive circostanze del caso.
Non può quindi essere affermato che il mantenimento cessi automaticamente a 18, 21, 25 o 30 anni.
Il figlio maggiorenne deve cercare lavoro?
L’autosufficienza economica del figlio maggiorenne costituisce uno dei settori più delicati del diritto di famiglia.
Con l’avanzare dell’età assume crescente importanza verificare il comportamento del figlio e il percorso concretamente seguito verso l’autonomia.
Il mantenimento non può essere concepito come un diritto incondizionato e indefinito indipendente dalle circostanze.
Ogni situazione deve però essere valutata individualmente.
Il genitore può smettere autonomamente di pagare quando il figlio trova lavoro?
È una scelta estremamente rischiosa.
Quando esiste un provvedimento che stabilisce un determinato assegno, il genitore obbligato non dovrebbe semplicemente decidere unilateralmente di interrompere i versamenti ritenendo venuti meno i presupposti.
Quando sopravvengono circostanze rilevanti, occorre valutare la corretta procedura per ottenere la modifica o revoca dell’assegno di mantenimento.
Revisione dell’assegno di mantenimento
Le condizioni economiche di una famiglia possono cambiare anche profondamente dopo la separazione o il divorzio.
Può accadere, ad esempio, che:
- un genitore perda il lavoro;
- il reddito diminuisca significativamente;
- il reddito aumenti;
- cambino le esigenze dei figli;
- cambino i tempi di permanenza;
- un figlio inizi a lavorare;
- sopraggiungano nuove e rilevanti circostanze familiari o patrimoniali.
In presenza dei presupposti è possibile chiedere una revisione delle condizioni di separazione o divorzio.
La modifica non dovrebbe essere gestita mediante iniziative unilaterali.
Posso chiedere la riduzione dell’assegno se perdo il lavoro?
La perdita dell’occupazione può costituire un elemento rilevante, ma non determina automaticamente la riduzione dell’assegno.
È necessario valutare concretamente le circostanze.
Occorre considerare, tra l’altro, la reale diminuzione delle disponibilità economiche, la durata della nuova situazione, la capacità lavorativa e reddituale e le esigenze dei figli.
Per questo chi non riesce più a sostenere l’importo stabilito dovrebbe affrontare tempestivamente il problema sotto il profilo giuridico anziché limitarsi a sospendere i pagamenti.
Cosa succede se il genitore non paga il mantenimento?
Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento può produrre conseguenze importanti.
Il genitore avente diritto può valutare gli strumenti previsti dall’ordinamento per ottenere l’adempimento delle somme dovute.
A seconda delle circostanze, l’inadempimento può assumere rilievo anche sotto ulteriori profili giuridici.
È quindi sconsigliabile ignorare il problema, sia per chi non riceve il mantenimento sia per chi, a causa di un effettivo peggioramento delle proprie condizioni economiche, non riesce più a corrispondere quanto originariamente stabilito.
Separazione consensuale e mantenimento dei figli
Quando i genitori riescono a trovare un’intesa, la separazione consensuale può consentire di disciplinare con maggiore precisione molti aspetti della vita futura.
Un accordo efficace dovrebbe evitare formule generiche.
È opportuno definire chiaramente almeno:
- collocamento e organizzazione dei figli;
- tempi di permanenza con ciascun genitore;
- assegno di mantenimento;
- modalità e tempi di pagamento;
- spese straordinarie;
- percentuali di ripartizione;
- eventuale necessità di accordo preventivo;
- casa familiare;
- gestione delle principali decisioni relative ai figli.
La qualità dell’accordo iniziale può incidere notevolmente sulla possibilità di evitare future controversie.
Separazione giudiziale: quando non si trova l’accordo
Quando marito e moglie non riescono a raggiungere un’intesa sulle condizioni economiche o sui figli, può rendersi necessario il procedimento contenzioso.
In una separazione giudiziale a Bologna, la strategia deve essere costruita sulla situazione specifica.
È importante individuare fin dall’inizio le questioni realmente controverse e raccogliere la documentazione necessaria.
In particolare, nelle controversie sul mantenimento assumono rilievo la ricostruzione delle esigenze della prole e delle effettive risorse economiche dei genitori.
Divorzio e mantenimento dei figli
Anche con il divorzio permane la necessità di disciplinare il contributo dei genitori al mantenimento dei figli.
Il divorzio non cancella gli obblighi genitoriali.
Se nel frattempo le condizioni sono cambiate, la fase del divorzio può richiedere una nuova analisi della situazione economica e delle esigenze familiari.
Per questo separazione, divorzio e mantenimento figli devono essere affrontati considerando non soltanto la situazione presente, ma anche la possibile evoluzione futura della famiglia.
Avvocato per mantenimento figli a Bologna
Rivolgersi a un avvocato per mantenimento figli a Bologna può essere particolarmente importante quando esiste una controversia su:
- importo dell’assegno;
- redditi dell’altro genitore;
- spese straordinarie;
- mancato pagamento;
- affidamento;
- tempi di permanenza;
- casa familiare;
- figlio maggiorenne;
- richiesta di aumento del mantenimento;
- richiesta di riduzione del mantenimento;
- modifica delle condizioni di separazione;
- modifica delle condizioni di divorzio.
L’obiettivo deve essere individuare una soluzione giuridicamente sostenibile che tuteli i figli e tenga conto delle effettive condizioni economiche della famiglia.
Avvocato Sergio Armaroli – separazioni e divorzi a Bologna
L’Avvocato Sergio Armaroli presta assistenza a Bologna nelle problematiche connesse alla crisi familiare, valutando la situazione personale, economica e patrimoniale del cliente.
Particolare attenzione viene dedicata alle controversie riguardanti:
separazione dei coniugi, divorzio, affidamento dei figli, mantenimento dei figli, spese straordinarie, casa familiare, rapporti patrimoniali, modifica delle condizioni e tutela nei casi di mancato pagamento.
Ogni separazione presenta caratteristiche differenti.
Prima di formulare una richiesta economica o accettare una proposta della controparte è quindi opportuno comprendere quale possa essere l’effettivo equilibrio economico della famiglia dopo la separazione.
FAQ – Separazione, divorzio e mantenimento dei figli
1. Chi deve mantenere i figli dopo la separazione?
Entrambi i genitori devono contribuire secondo i criteri stabiliti dalla legge e in relazione alle rispettive condizioni economiche.
2. L’affidamento condiviso elimina l’assegno?
No. Affidamento condiviso e mantenimento sono questioni differenti. Può essere previsto un assegno anche in presenza di affidamento condiviso.
3. Il mantenimento deve essere sempre diviso al 50%?
Non necessariamente. Assume particolare rilievo il principio di proporzionalità rispetto alle risorse dei genitori.
4. Come viene calcolato il mantenimento?
Vengono considerate le esigenze dei figli, le condizioni economiche dei genitori, i tempi di permanenza e gli altri criteri previsti dalla normativa.
5. Le spese straordinarie sono comprese nell’assegno?
Occorre distinguere le spese ordinarie da quelle straordinarie e verificare quanto previsto dagli accordi o dal provvedimento applicabile.
6. Le spese straordinarie devono essere divise a metà?
Non necessariamente. Possono essere stabilite percentuali differenti.
7. A 18 anni termina il mantenimento?
No. Il raggiungimento della maggiore età non comporta automaticamente la cessazione dell’obbligo.
8. Se mio figlio maggiorenne lavora posso smettere di pagare?
Non è prudente interrompere unilateralmente un assegno stabilito da un provvedimento. Occorre verificare se sussistano i presupposti per chiederne la modifica o revoca.
9. Se perdo il lavoro posso ridurre da solo l’assegno?
No. Il peggioramento delle condizioni economiche può giustificare una richiesta di revisione, ma non consente automaticamente una riduzione unilaterale.
10. Posso chiedere un aumento del mantenimento?
Quando intervengono circostanze rilevanti può essere possibile chiedere una revisione delle condizioni.
11. Posso chiedere una riduzione dell’assegno?
Sì, quando esistano sopravvenienze idonee a giustificarla, da valutare nel caso concreto.
12. Chi paga sport e attività extrascolastiche?
Dipende dalla natura della spesa e dalla disciplina stabilita nell’accordo o nel provvedimento applicabile.
13. Chi paga le spese mediche dei figli?
Occorre distinguere le diverse tipologie di spese sanitarie e verificare le condizioni stabilite nel caso specifico.
14. Il genitore con cui vive prevalentemente il figlio deve comunque contribuire?
Sì. Anche tale genitore contribuisce al mantenimento, anche attraverso le spese direttamente sostenute e l’attività quotidiana di cura.
15. Posso modificare le condizioni stabilite anni fa?
Se sono intervenute circostanze nuove e rilevanti, può essere possibile richiedere la modifica delle condizioni.
Separazione con figli a Bologna: perché è importante intervenire subito
Le decisioni economiche assunte durante una separazione possono produrre conseguenze per molti anni.
Un assegno non adeguatamente valutato, una disciplina poco chiara delle spese straordinarie o un accordo ambiguo sulla casa familiare possono diventare origine di continui conflitti.
Per questo una separazione con figli a Bologna dovrebbe essere impostata fin dall’inizio considerando insieme tre elementi:
tutela dei figli, sostenibilità economica e chiarezza delle condizioni.
Una buona strategia non consiste necessariamente nell’aumentare il conflitto. Consiste nell’individuare con precisione quali siano i diritti, gli obblighi e le soluzioni concretamente sostenibili.
Hai un problema relativo al mantenimento dei figli?
Se devi affrontare una separazione o un divorzio a Bologna, se non riesci a trovare un accordo sull’assegno dei figli, se ritieni che l’importo richiesto sia eccessivo, se il mantenimento non viene pagato oppure se le condizioni economiche sono cambiate, è opportuno esaminare la documentazione e la situazione familiare prima di assumere decisioni unilaterali.
Avvocato Sergio Armaroli – Bologna
Assistenza in materia di:
separazione – divorzio – affidamento figli – assegno di mantenimento – spese straordinarie – casa familiare – modifica delle condizioni – controversie economiche tra coniugi.
Telefono: 051 6447838
- l’avvocato matrimonialista è considerabile come il professionista che si occupa, non necessariamente in maniera esclusiva, della materia denominata proprio “diritto di famiglia”, che riguarda separazioni e divorzi, ma anche accordi di convivenza e modifiche alle condizioni di separazione.
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Il Diritto di Famiglia disciplina i rapporti familiari quali :
- Separazione Consensuale: accordo dei coniugi sugli aspetti personali e patrimoniali
- Separazione Giudiziale: qualora non vi sia accordo tra i coniugi
- Divorzio Congiunto: scioglimento del matrimonio con accordo tra i coniugi
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Secondo consolidata giurisprudenza l’obbligo dei genitori di educare e istruire la prole obbliga i coniugi a far fronte ad una molteplicità di esigenze dei figli, non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma estese all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione – fino a quando la loro età lo richieda – di una stabile organizzazione domestica, adeguata a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione.
Questo importante principio è confermato nell’art. 155 cod. civ. , il quale – nell’imporre a ciascuno dei coniugi l’obbligo di provvedere al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito – individua, quali elementi da tenere in conto nella determinazione dell’assegno, oltre alle esigenze del figlio, il tenore di vita dallo stesso goduto in costanza di convivenza e le risorse economiche dei genitori, nonché i tempi di permanenza presso ciascuno di essi e la valenza economica dei compiti domestici e di cura da loro assunto (Cass., 10 luglio 2013, n. 17089), in modo da realizzare il principio generale di cui all’art. 148, c.c. , secondo cui i genitori devono concorrere al mantenimento dei figli in proporzione delle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo (v. Cass., 6 novembre 2009, n. 23630
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- il dovere di mantenere, istruire ed educare la prole, stabilito dall’art. 147 cod. civ., obbliga i coniugi a far fronte ad una molteplicità di esigenze dei figli, non riconducibili al solo obbligo alimentare, ma estese all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale
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